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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA

La giornata internazionale della Pace

In foto: la copertina della canzone con il testo di Carlo Alberto Pari
la copertina della canzone con il testo di Carlo Alberto Pari
di
Carlo Alberto Pari
   
Tempo di lettura 4 min
Tempo di lettura 4 min

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA


di Carlo Alberto Pari

L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha stabilito la giornata internazionale a favore della Pace, il 21 settembre di ogni anno. Auspicabilmente, dovrebbe essere almeno un momento di tregua e riflessione.


Alcuni dati indicano che al momento, nel Mondo, persistono circa 65 conflitti armati con il coinvolgimento di 35 Paesi. Il picco massimo dalle rilevazioni storiche moderne, iniziate nel 1946. Sembra una follia, non una lucida realtà.


Attualmente, nove Paesi al Mondo hanno armi nucleari. Arrotondo i dati, sui quali credo sia estremamente difficile avere certezze, li elenco solo per offrire una
panoramica, utile per riflettere : la Russia con circa 5.500 testate, poi gli Stati Uniti, con circa 5.100, la Cina presumibilmente con oltre 600, la Francia con quasi 300, il Regno Unito con oltre 200, l’India e Pakistan con quasi 200, Israele, stimate un centinaio, la Corea del Nord, una cinquantina. Oltre 12.000 testate nucleari. Per azzerare l’umanità, ne basterebbero presumibilmente poche centinaia. Alcuni Paesi vorrebbero impedire l’allargamento di queste armi ad altri, ritenendolo pericoloso, forse, ciò che è accaduto nell’ultima guerra mondiale, induce a pensare che tutti diventano pericolosi, quando stanno perdendo un conflitto, o ancora più semplicemente, quando si vuole forzare la resa della controparte, o si vogliono evitare sanguinosi scontri di terra, in parte, forse, ciò che è accaduto anche nell’ultimo conflitto mondiale.


Solitamente, ognuno giustifica le guerre con la pericolosità degli altri. Solo per citare quelle più vicine a noi, ecco una sintesi di alcune affermazioni, sulle quali non entro assolutamente in merito: “La Russia ha aggredito l’Ucraina, dobbiamo difendere l’Europa (che peraltro, purtroppo, unita non sembra esista, non certo per colpa dei cittadini)”. “Gli Stati Uniti hanno aggredito l’Iran, erano pericolosi e potevano diventare una potenza nucleare”. Dall’altra parte, conflitto in Ucraina “la Nato era arrivata in Ucraina, ai nostri confini, dobbiamo difendere il nostro territorio”. Dall’altra parte, conflitto in Iran: “ gli Stati Uniti ci hanno aggredito senza motivo, ci difenderemo con ogni mezzo” Non cito volutamente ciò che è accaduto ed accade in Palestina, la caccia a dei sanguinosi terroristi, perpetrando anche il massacro di uomini, donne, bambini ed anziani inermi, è difficile considerarla una guerra. Intanto, alcuni studi indicano oltre 600.000 morti solo tra i militari, nel conflitto tra Russia ed Ucraina, più i feriti, ed un numero impressionante di invalidi. A combattere, ancora una volta, sono usualmente le generazioni appartenenti ai ceti meno abbienti, le stesse, per le quali difficilmente cambierà la situazione personale o familiare, indipendentemente da chi vincerà. In generale, spetta alla politica cercare di evitare tutto questo, ergo, mettere in atto tutte le azioni necessarie per evitare i conflitti : deterrenza e dialogo continuo prima di tutto, senza minacciare, senza toni arroganti, senza prese di posizione ostiche ed ottuse.


Aggiungo solo alcune personali riflessioni, supportate da diversi dati in materia. Le autocrazie amplificano i rischi di guerre. Le estreme diseguaglianze sociali
ingigantiscono enormemente il numero di autocrazie. Un dato eclatante : alcuni studi indicano che oggi, il 74% della popolazione mondiale vive in situazioni di regimi non democratici (oltre 6 miliardi)! L’ autocratizzazione in atto, non colpisce solo i Paesi “fragili”, ma avanza anche nei Paesi occidentali, dove si inizia con l’indebolimento dei controlli istituzionali e le restrizioni delle libertà di espressione.


Lascio al lettore la conclusione di questo articolo. Per cercare di fermare questa follia, noi Cittadini possiamo fare molto poco, le proteste ed il voto sono forse le
uniche armi, ovviamente, perpetrabili dove ancora esiste almeno in parte LA DEMOCRAZIA, UN DIAMANTE, SEMPRE PIÙ RARO NEL MONDO.


NB : per chi desidera ascoltare una canzone sul tema delle Guerre, come paroliere, ho scritto la canzone : “se penso alla Guerra”, uscita proprio in questi giorni, in
occasione della Giornata Internazionale per la pace, distribuita da Distrokid, è ascoltabile su “spotify”

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