Ipotesi di tagli ai servizi di Start Romagna. CGIL: no a decisioni unilaterali
Nessun "taglio unilaterale" del Trasporto pubblico locale. Le sigle romagnole dei trasporti della Cgil guardano con "grande preoccupazione" l'ipotesi "concreta" annunciata dal presidente di Start Romagna Andrea Corsini di una sforbiciata ai chilometri di servizio senza nuovi finanziamenti per fronteggiare un aggravio dei costi del carburante di 2,5 milioni di euro, Per Filt e Cgil, di Ravenna, Forlì Cesena e Rimini, infatti, "tagliare le corse in un territorio come quello delle province romagnole significa colpire lavoratori, studenti e anziani". L'1 giugno scorso, ricordano, sono già aumentate le tariffe dei biglietti e le parti sociali non possono accettare che, "dopo aver chiesto un maggiore contributo economico agli utenti, si prospetti oggi anche una riduzione dei servizi". Occorre invece discutere del "rafforzamento del trasporto pubblico come strumento di coesione sociale e territoriale", in Romagna "il tema della mobilità pubblica non può essere affrontato esclusivamente con logiche economiche o emergenziali".
Oggi, prosegue la Cgil, Start Romagna si fa carico del 25% del costo dei contratti di lavoro non coperto dal governo, per un valore di circa un milione di euro. Per cui "non è sostenibile chiedere all'azienda di assorbire da sola il caro carburante e il mancato rinnovo dei contratti". Da qui la richiesta all'azienda di "non procedere unilateralmente con alcun taglio dei servizi", e ai Comuni di "aprire immediatamente un tavolo Interprovinciale con tutti i soggetti deputati, per affrontare da tutti i punti di vista la crisi del tpl". infatti necessario, conclude il sindacato, "un fronte comune" per chiedere il rispetto dell'impegno del governo a coprire integralmente i rinnovi contrattuali; nuovi finanziamenti, dato che la bigliettazione copre solo il 30% del costo del servizio; la difesa e il miglioramento del contratto di servizio e la tutela delle condizioni dei lavoratori.










