Invitati ad annunciare la Resurrezione. L’Augurio di Pasqua del Vescovo
In Basilica Cattedrale a Rimini sarà il Vescovo a presiedere questa sera la solenne celebrazione, che avrà inizio sul sagrato alle 22,45 con la benedizione del fuoco nuovo. Durante la liturgia saranno battezzati 16 tra giovani e adulti di varie nazionalità. Abbiamo chiesto al Vescovo Mariano un augurio per questa Pasqua. Al centro del suo messaggio l’invito ad agire come i discepoli e le donne che, in fretta, quando videro il sepolcro vuoto la mattina di Pasqua andarono ad annunciare la Resurrezione. Anche noi, per quanto fragili – afferma il Vescovo – siamo chiamati ad annunciare la vittoria del bene sul male, dell’amore sulla cattiveria, perché Gesù Risorto non è un fatto storico ma presenza viva che cambia la vita.
Nel suo augurio per questa Pasqua, che si trova anche sul Ponte in edicola, Monsignor Mariano De Nicolò fa riferimento anche al nuovo pastore che sarà chiamato a guidare la diocesi, chiedendo ai fedeli la preghiera per l’accoglienza del nuovo Vescovo.
Di seguito l’ugurio del Vescovo Monsignor Mariano De Nicolò:
Gesù è risorto, alleluia! Sì, Gesù è vivo e da questo annuncio parte ogni fede, ogni gioia, ogni riflessione. Pietro e Giovanni corrono al sepolcro, le donne li hanno avvisati: Gesù è scomparso. Quella che era un’alba triste diventa l’inizio della Speranza. Corrono, lasciando alle spalle il proprio sordo dolore, il senso di colpa di Pietro per avere rinnegato l’amico. Trovano delle bende, non un segno esplicito, non una manifestazione eclatante: la fede obbliga a sbilanciarsi non si impone, Gesù chiede di schierarsi, di cogliere i segni talora impalpabili, con cui si rende presente. Gesù è vivo ma in modo nuovo. E’ lui: mangia, sorride, parla. E’ diverso: non sempre si riconosce subito; appare all’improvviso consola e dona lo Spirito. No, gli apostoli non si aspettavano questo. Se Gesù è risorto, la loro consapevolezza su di lui cambia radicalmente: Gesù non è solo un grande Rabbì di Israele, né solo un Profeta, né il Messia atteso. E’ di più: è l’impronta di Dio, il suo volto luminoso, è Dio diventato noi perché noi diventassimo lui. Da quella tomba vuota nasce il cristianesimo, alla luce di quella tomba vuota noi rileggiamo la vita di Gesù, le sue parole. Per questa ragione san Paolo afferma che negare la resurrezione significa negare la fede stessa. Se Gesù non è risorto è solo uno dei tanti bravi personaggi della storia spazzati via dalla cattiveria degli uomini, è solo un grande saggio, morto per una grande idea. Gesù è vivo. E come erano tornate in fretta le donne per raccontare quel che era loro accaduto, così fanno Pietro e Giovanni. C’è fretta. Fretta di proclamare la liberazione dei prigionieri dal male, a chi è sepolto dalla cattiveria, a chi è schiavo dell’orgoglio e dell’odio. Anche noi come le donne e i discepoli, per quanto fragili, incerti, siamo chiamati ad annunciare la vittoria del bene sul male, dell’amore sulla cattiveria, del perdono sulla vendetta. E’ il mondo risorto che Gesù ha inaugurato. Concludo questo mio breve augurio pasquale, come già il Messaggio che vi ho inviato, rinnovando l’invito ad una fervida preghiera per accogliere il nuovo Pastore che verrà inviato alla nostra amata chiesa riminese. Lo accoglieremo con spirito di fede e serena fiducia, pronti a collaborare uniti con lui. E mentre vi saluto con affetto, vi chiedo di pregare anche per me. Buona Pasqua.
Mariano Vescovo
Auguri che l’intera redazione di Newsrimini, radio Icaro ed e-tv romagna ricambia di cuore e con affetto.











