Incidente mortale in via Coletti, aperta un'inchiesta per omicidio colposo
Sarà l'autopsia a chiarire se Saim Myrtaj sia stato vittima di un malore e se la caduta dall'impalcatura sulla quale stava lavorando sia frutto di un fatale incidente. Il sostituto procuratore Sara Posa ha disposto che venga effettuato l'esame autoptico sul corpo del 59enne operaio albanese, deceduto nel tardo pomeriggio di lunedì, all'ospedale Bufalini di Cesena, poco dopo il suo arrivo. Myrtaj, che viveva a Rimini dai primi anni Duemila e aveva svolto principalmente la professione di muratore, risulterebbe titolare di partita Iva. In passato aveva avuto una propria ditta edile, ma attualmente pare lavorasse come artigiano autonomo per conto di altre imprese. La comunità albanese presente sul territorio si è stretta intorno alla moglie e ai due figli, un maschio e una femmina, che aspettano di capire cosa sia accaduto su quel ponteggio.
Stando ad una prima ricostruzione, l'operaio pare stesse lavorando da solo al secondo piano di una palazzina in via Coletti, quando è caduto nel foro che si trova sul pianale e che permette di issare la scaletta tra un piano e l'altro, atterrando con violenza sul balcone sottostante. La Procura di Rimini, in stretto contatto con il personale della Medicina del Lavoro, ha aperto un'inchiesta come atto dovuto, al momento contro ignoti, per omicidio colposo. L'impalcatura, posizionata per alcuni lavori di manutenzione straordinaria allo stabile, in particolare al cornicione e ai terrazzi, è stata posta sotto sequestro per consentire i necessari accertamenti tecnici. Da stabilire se Myrtaj indossasse il caschetto protettivo al momento dell'impatto e se, più in generale, siano state rispettate tutte le norme di sicurezza. Sentito a sit il datore di lavoro, così come il condomino che ha chiamato i soccorsi dopo aver udito un forte tonfo provenire dall'esterno e aver visto il 59enne esanime a terra.










