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In vista dello sciopero, la Cgil presenta i numeri della crisi riminese

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mar 2 Dic 2008 16:19 ~ ultimo agg. 12 Mag 18:47
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Una crisi che si fa sentire anche in provincia di Rimini: a confermarlo, i numeri presentati oggi dalla Cgil locale:

– Settore Alimentare: 96 occupati totali, 74 operai e 22 impiegati in CIGS a zero ore)
– Settore Cartai: 22 occupati totali, 16 operai e 4 impiegati in CIG a orario ridotto
– Settore commercio e turismo: 332 occupati totali, 10 operai e 61 impiegati in mobilità, 21 operai e 5 impiegati con indennità di disoccupqzione
– Settore Legno: 678 occupati totali, 196 operai e 24 impiegati in Cassa Integrazione o in mobilità
– Settore Metalmeccanico: 1772 occupati totali, 677 operai e 92 impiegati in Cassa Integrazione (rispettivamente 136 e 35 solo alla SCM Rimini)
– Settore Tessile: 136 occupati totali, 19 operai in mobilità e 5 operai e 2 impiegati in CIGS a zero ore

A queste situazioni, in alcuni casi precedenti alla crisi (come per Ghigi o Centrale del Latte), si aggiungono le richieste di Cassa Integrazione o Riduzioni d’Orario avanzate da:
– Scm di Villa Verucchio: 329 dip. CIG/o per 195 (155 operai, 40 impiegati)
– Scm Dmc: 145 dip. CIG/o per 75 (55 operai e 20 impiegati)
– Scm Gabbiani Mharos: 100 dip. CIG/o per 65 operai
– Gemma Group: 27 dip. CIG/o per 24
– Grand Hotel: 47 dip. (annuali) richiesta di stagionalità per 25.

Si tratta di dati presentati dalla Cgil Rimini anche alla Conferenza Economica Provinciale del 25 novembre. “Siamo rimasti stupiti – dice la segretaria generale della Cgil Rimini, Meris Soldati – del fatto che alla conferenza, a cui partecipavano anche le istituzioni locali e la Camera di Commercio, fossimo gli unici ad avere dei numeri sulla crisi in atto. Forse anche le istituzioni non hanno bene il polso della crisi che si è abbattuta anche sul nostro territorio”.
La provincia ha annunciato l’impiego di fondi per 1.500.000 euro per fronteggiare la situazione.
“Servono però – dice il segredario confederale Cgil, Graziano Urbinati, rapidità d’azione e
somme sufficienti. I fondi annunciati invece non sembrano adeguati e anche la tempistica non è ancora chiara.”

Il sindacato, al di là della piattaforma nazionale, ha presentato poi una serie di proposte più legate alla realtà riminese.

Proposte Locali

– Ad imprese e Associazioni datoriali
. relazioni sindacali consone al momento di crisi;
. evitare licenziamenti e utilizzo massimo di Cig o altri ammortizzatori;
. uso degli ammortizzatori non a zero ore e a rotazione;
. integrazione salariale degli ammortizzatori da parte delle imprese;
. erogazione cassa integrazione anticipata dalle imprese;

– Ai Comuni
. non aumentare tariffe e rette e altri strumenti di fiscalità locale;
. interventi di sostegno per lavoratori dipendenti e pensionati in condizioni di particolare difficoltà, con specifici fondi da usare oer abbattere tariffe e rette dei servizi a domanda individuale;

– Alla Provincia
. al presidente Ato si chiede il blocco delle tariffe del sistema idrico e rifiuti;
. la prov. dovrà coordinare i comuni affinchè i bilanci contengano misure coerenti con la crisi;
. estensione del protocollo Solida per tutti i lavoratori licenziati, compresi i precari;
. sostegno economco alle imprese virtuose a partire dalla stabilizzazione della forza lavoro;
. intensificazione della lotta al lavoro nero;
. appalti non ai massimi ribassi;
. eliminare sprechi e spese inutili dirottando risorse verso famiglie e pensionati;

Proprio analizzando quest’ultimo punto il tema è scivolato sul Capodanno riminese in diretta Rai, confermato nonostante il periodo. “Il Capodanno è una vetrina importante ed è giusto che rimanga, però – dice il segretario generale, Soldati – il Comune dovrebbe realizzarlo col sostegno delle imprese che dall’evento traggono i maggiori benefici e non far ricadere l’appuntamento sulle tasche di tutti i cittadini”.

I provvedimenti varati dal Governo per fronteggiare la crisi vengono poi definiti dal sindacato poco incisivi. Sarebbero stati necessari stanziamenti maggiori e norme più strutturali. “La fiducia al paese – dice la Soldati – non si ridà con gli Una Tantum”.

Ce n’è poi anche per la Social Card: la Cgil Rimini, alla quale molti si sono rivolti per informazioni negli ultimi giorni, ritiene che non siano poi tante le tipologie di persone e famiglie che potranno beneficiarne. “Ad esempio – dice il responsabile organizzativo, Franco Dieta – un pensionato non solo dovrebbe avere un reddito inferiore ai 6mila euro, ma anche un indicatore ISEE inferiore a questa cifra. Quindi nessuna casa di proprietà e nessun risparmio. Una situazione veramente estrema.”

(Newsrimini.it)

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