In un libro della CARIM il passaggio riminese di Giotto
Della tappa riminese del maestro toscano resta lo splendido Crocefisso che si trova in Cattedrale: ma probabilmente la sua produzione era stata all’epoca molto più ampia.
Oltre alle opere realizzate, l’arrivo di Giotto coincide con lo straordinario sviluppo della scuola del trecento riminese, che fu influenzata dal Maestro toscano, anche se è difficile stabilire con esattezza come e in che misura.
Appassionante come un giallo, la presenza di Giotto a Rimini è ricostruita nel libro dedicato a “Giotto e i Riminesi”, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e dalla Carim, presentato ieri dall’autore, Alesando Volpe dell’Università di Bologna con la prefazione del prof. Miklos Boskovits della Cattolica di Milano: due studiosi della pittura del Trecento, ed esperti in particolare della scuola pittorica
fiorita a Rimini all’ inizio di quel secolo.
Ieri il libro è stato presentato in sala Manzoni: era presente anche il presidente del Louvre di Parigi, nonché direttore onorario del museo, Michel Laclotte.
Ci presenta l’iniziativa Enzo Pruccoli, della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.











