In dieci anni il numero degli assistiti Caritas over 65: +191%
L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
La cronaca racconta i fatti, gli editoriali evidenziano soprattutto delle situazioni, finalizzate alle riflessioni dei lettori. In questo caso, è un articolo dedicato non solo
agli anziani, ma soprattutto alle generazioni più giovani, che a mio avviso, dovrebbero lottare con estrema energia per il loro futuro, non attendere inermi il
passare del tempo e l’acuirsi di problemi che appaiono conclamati. Per assurdo, potrei terminare l’articolo con il solo titolo, è già significativo di un dramma troppo silente, che tocca gli anziani, ma inevitabilmente, colpirà un numero esponenzialmente crescente di cittadini. Elencherò semplicemente cinque punti, credo oggettivi, annosi, irrisolti, spesso elusi in un preoccupante silenzio. Sono problemi gravi, che incidono pesantemente sulla vita della maggioranza dei cittadini, dovrebbero essere indicati nei programmi elettorali come fondamentali.
- IL LAVORO continua ad essere troppo precario e spesso, poco remunerato. I licenziamenti illegittimi senza obbligo di reintegro, sono una discutibilissima normativa che colpisce pesantemente i lavoratori non più giovani (ma non solo), ed a mio avviso, lesiva per la dignità del lavoro. Qualcuno indica chiaramente cosa intende fare e come reperire le risorse necessarie?
- IL SISTEMA PENSIONISTICO a ripartizione prevede che i lavoratori di oggi paghino le pensioni dei lavoratori in quiescenza, molto banalmente, perché i denari versati dagli attuali pensionati sono già stati spesi, ma se i lavoratori diminuiranno in numero molto significativo ed i pensionati aumenteranno esponenzialmente, come indicano le previsioni, dovrebbero indicarci con studi accurati ed interventi programmati, come potrà reggere il sistema e dove reperire le eventuali risorse?
- LE PENSIONI FUTURE Considerando l’inserimento del contributivo puro (per chi ha iniziato a versare dal 1/1/96), i bassi salari ed il precariato, fanno presumere future pensioni medie da “fame sicura”. Evidenzio che in linea di massima, le pensioni medie attuali non coprono neppure la metà dei costi di permanenza in una RSA, o di assistenza domiciliare, si interviene spesso con denaro pubblico per supportare almeno la parte sanitaria, ma per quanto tempo si potrà continuare visto il crescente numero di anziani e la situazione finanziaria del Paese? Aggiungo, le pensioni un poco più elevate, dovute a svariati decenni di contributi, anziché essere adeguate al costo della vita, continuano ad essere colpite dal blocco parziale della perequazione, in questo modo, anche i pensionati più fortunati, tra qualche anno diverranno “più poveri”. Qualcuno ha nei programmi elettorali futuri interventi o soluzioni per tutto questo?
- IL DEBITO PUBBLICO ha superato l’iperbolica cifra di 3.000 miliardi, in un disarmante silenzio, cui aggiungere i circa 120 miliardi del PNRR, osannato quasi da tutti, che avrebbe dovuto, secondo tante narrazioni, cambiare l’Italia e fare ripartire l’economia. L’Italia non sembra ripartita, ma salvo errori, dal 2028 dovremo iniziare a ripagare anche questi debiti. Evidenzio ancora una volta, che oltre alle scelte politiche, sono gli eccessivi debiti del Paese che impediscono adeguati finanziamenti, ad esempio alla sanità universale, alla sicurezza, alla messa in sicurezza dei territori, vere necessità del quotidiano. Qualcuno indica se intende operare un drastico taglio delle spese non necessarie del Paese, lottare e diminuire i debiti?
- LA DENATALITÀ È IN DRAMMATICA ASCESA, un cittadino su 4 è over 65, in crescita esponenziale, siamo un Paese sempre più vecchio con le necessità sanitarie che ne conseguono. La sanità è costosa ed anche per questo, sempre meno universale, già oggi il numero delle persone che rinunciano alle cure è tristemente rilevante, provate ad immaginare il futuro con le prevedibili pensioni “ da fame” . Qualcuno indica il modo per risolvere e dove reperire le risorse?
I cinque punti indicati sono gravissimi problemi generali che toccano o toccheranno inevitabilmente tutti i cittadini. Inoltre, dopo una lunga vita di lavoro, a volte con
rinunce e sacrifici anche per lasciare qualcosa a figli e nipoti, come le case, che vedono tantissimi italiani proprietari, mi sembra tremendamente triste vedere
anziani soli, deboli e senza risorse, neppure per la sussistenza alimentare o sanitaria. Immaginiamo il futuro con i problemi sopra elencati irrisolti, non una previsione, ma una “ presumibile certezza”, nell’inerzia di tanti di coloro che dovrebbero risolverli e nell’apatia di chi dovrebbe valutare e premiare con il voto, coloro che in modo estremamente coraggioso, responsabile e lungimirante, si adoperino fin d’ora con dei programmi, che possano modificare le tristi e conclamate prospettive.










