Imposta di soggiorno. Rimini in crescita e traino tra le destinazioni balneari
Nell’edizione di oggi il Sole 24 Ore riporta la ricerca nazionale JFC sui primi sei mesi degli incassi derivanti dall’imposta di soggiorno. Tra le destinazioni che crescono c’è anche Rimini.
Dalla ricerca emerge come Rimini si confermi tra le destinazioni balneari italiane che contribuiscono alla crescita del gettito dell’imposta di soggiorno. Nei primi sei mesi del 2026 gli incassi dei Comuni italiani hanno superato complessivamente i 438 milioni di euro. All'interno di questo scenario nel primo semestre 2026 Rimini ha un incremento del gettito del +11,9%. (la media dei comuni è del +13%)
L'amministrazione ha confrontato il dato dell’Osservatorio JFC con i numeri rilevati ad oggi dall’ufficio comunale imposta di soggiorno che tengono conto anche di luglio. Tra gennaio e luglio 2026 i pernottamenti a Rimini sono stati 4.480.306, contro i 4.240.803 dello stesso periodo del 2025: 239.503 presenze turistiche in più, pari a una crescita del 5,65% e 8,87 milioni di euro di gettito. Rispetto ai primi sette mesi del 2023 (gennaio-luglio 2023, quando i pernottamenti erano 3.712.668), l’incremento raggiunge invece 767.638 pernottamenti, pari a oltre il 20% in più. Particolarmente significativo anche il dato del solo mese di luglio 2026: i pernottamenti sono passati da 1.532.400 nel 2025 a 1.615.924 nel 2026, con un aumento del 5,45%, dato peraltro ancora provvisorio e quindi destinato a crescere.
"È superfluo ricordare - commenta il Sindaco Jamil Sadrgholvaad - come i buoni riscontri in termini di presenze turistiche nei primi sette mesi del 2026 si riverberino sull'imposta di soggiorno, che a sua volta serve a realizzare opere, migliorare i servizi e, come abbiamo visto anche quest'anno, organizzare eventi di portata nazionale e internazionale dal grande richiamo ed eco promozionale. Una città sempre più moderna, con un'attrattività che si estende a più mesi rispetto all'estate grazie a fiere, congressi, cultura e sport, capace di investire sugli asset dell'accessibilità, come il sostegno del Comune di Rimini all'aeroporto, con eventi di livello, è la strada strategica maestra che dovremo perseguire anche per il futuro, insieme pubblico e privati".
Facendo un calcolo approssimativo, nei primi 11 anni di applicazione (2012/2023), il Comune di Rimini ha incassato dall’imposta di soggiorno circa 80 milioni di euro (media 7,8 milioni all’anno). "Se non ci fosse stato questo strumento, le risorse necessarie alla riqualificazione della città sarebbero state da ricercare nella fiscalità locale e cioè innalzando ai massimi IMU (da 1,04 all’1,06 con un incremento di gettito di circa 2 milioni di euro all’anno, eliminando tutte le esenzioni) e addizionale IRPEF (eliminando ogni soglia di esenzione si ricaverebbero 4,5 milioni di euro in più all’anno). Questi 6,5 milioni ipotetici di incremento della pressione tributaria sui cittadini e sulle imprese di Rimini significherebbe un aumento di fiscalità pro capite di 100 euro all’anno".










