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Il Vescovo. Sull’esempio di Papa Francesco: Diamoci una mossa!

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Lun 18 Mar 2013 16:19 ~ ultimo agg. 16 Mag 11:37
Tempo di lettura 4 min

Da oggi il vescovo è a Roma per il consiglio premanente della CEI, domani parteciperà alla messa di inizio pontificato.

Fratelli, Sorelle – ha detto Mons. Lambiasi, nell’omelia – che state per ricevere il ministero, ascoltiamo il Signore che ora, attraverso Papa Francesco, ci chiama a conversione. Diamoci una mossa! Dio non vuole una casta di burocrati ‘arruolati’, cioè ossessivamente incollati alla poltrona del loro ruolo. Dio Padre sogna una famiglia di figli innamorati. Cristo non cerca una setta di impiegati perfetti e inappuntabili, ma di discepoli fedeli e appassionati. Cristo non recluta mercenari, non gradisce cortigiani, ma vuole «ministri», cioè servi umili e disinteressati: servi del Servo del Signore, e di nessun altro. Perché servire lui è regnare. Non è strisciare, pancia a terra, come impone il protocollo dei grandi della storia. Servire Cristo è volare: se noi ci mettiamo a servizio dei poveri della terra, dei piccoli e puri di cuore, essi ci prestano le loro ali e ci fanno alzare in volo, verso Dio.

Incontrare Gesù e cambiare vita, non per interesse né per dovere, ma per amore: questo si chiama «conversione»”.

Al termine dell’omelia ancora un caloroso ringraziamento a Dio per il dono del nuovo Pontefice, un pensiero filiale per Papa Benedetto XVI e un invito a tutti i fedeli a prendere sul serio le parole di Papa Francesco, in particolare a riguardo della conversione che deve essere prima di tutto e soprattutto personale.

Fratelli e Sorelle, dopo l’umile, coraggiosa rinuncia di papa Benedetto, lo Spirito Santo ci ha ancora una volta sorpreso con il dono del nuovo Papa. Questi sono giorni di stupore, da groppo alla gola. Rallegriamoci e facciamo festa! Ma, attenzione, l’elezione di papa Francesco non è solo una carezza attesa e gradita. è anche una scossa al cuore, che ci chiama a camminare dietro Cristo sulla via della croce. In questo Anno della Fede, ascoltiamo l’appello accorato del nuovo Vescovo di Roma per la riforma della Chiesa. Una riforma che comincia dalla conversione: non del superiore o del vicino, ma del nostro cuore, della nostra vita, della nostra comunità. Una conversione – la mia, la tua, la nostra – per la quale la miseria della Chiesa non può rappresentare un comodo alibi per essere ulteriormente rinviata”.

Prima della benedizione finale il vescovo ha poi letto la lettera inviata a Papa Francesco:

Amatissimo Padre e Fratello,

il Signore è davvero buono e grande nell’amore!

Non si è ancora spenta nel nostro cuore – anzi vibrerà ancora a lungo – l’onda della forte emozione per l’umile e coraggiosa rinuncia, compiuta dall’indimenticabile Benedetto XVI, che il Signore ha voluto subito consolarci con il dono del nuovo Vescovo di Roma.

Ora è lei, Padre Santo, il Successore di Pietro, che il Signore Gesù ha scelto per guidare la sua barca verso il regno dei cieli. Come non ringraziarla per la generosa disponibilità nell’accettare un così delicato e gravoso ministero? E come non manifestarle lo stupore grato e commosso per i tanti segni che hanno già contraddistinto questi primi giorni di ministero? La scelta del nome profetico di Francesco; il minuto di vibrante silenzio, condiviso con una piazza gremitissima e incantata; l’omaggio umile e devoto alla Santa Madre di Dio; l’appello accorato ai Cardinali a seguire la via della Croce, perché la Chiesa non si riduca a “una pietosa ONG assistenziale”; la visita in ospedale all’amico card. Mejia; l’esternazione del sogno di “una Chiesa povera e vicina ai poveri”…

A Dio piacendo, tra tantissimi vescovi, sarò presente anch’io alla Messa di inizio del pontificato e le porterò nel cuore il rispetto cordiale, l’obbedienza e la comunione mia, di tutto il presbiterio e del collegio dei diaconi; l’abbraccio filiale di tanti fedeli laici, insieme alla preghiera dei malati e al grido dei poveri; l’impegno di testimonianza evangelica delle religiose e dei religiosi; la stima sincera di tanti uomini e donne di buona volontà.

Padre buono, Fratello forte e dolce, mentre noi ci inchiniamo con lei per invocare dal Signore la benedizione sulla sua persona e sul suo alto magistero, lei ci accolga nel suo cuore, ci porti nella sua preghiera e ci benedica con grande affetto.

L’ultimo Quaresimale sul tema della “Fede pregata” (La lode e la preghiera nella vita quotidiana dei credenti) sarà posticipato al lunedì successivo, 25 marzo, Lunedì Santo.
Ci introdurrà così nel clima di fede e di preghiera della Settimana Santa e in particolare del Triduo pasquale.

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