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La guida di Sara Bonacini

Il 24 giugno nella Sala S. Agostino presentazione di "Nel cuore del conflitto"

In foto: Sara Bonacini
Sara Bonacini
di
Roberto Bonfantini
   
Tempo di lettura 5 min
Tempo di lettura 5 min

Una guida pratica per affrontare e risolvere i conflitti. “Nel cuore del conflitto. Strumenti e tecniche per rigenerare le relazioni in famiglia, a scuola e nelle organizzazioni” è la seconda fatica letteraria di Sara Bonacini, mediatrice dei conflitti, formatrice e consulente, con oltre venticinque anni di esperienza sul campo, in ambito aziendale, scolastico, sociale e penitenziario.

“Davanti a un mondo che sembra essere impregnato di violenza a tutti i livelli, dalle guerre ai dibattiti pubblici alle risposte sui social network, una violenza diffusa che sembra dettare legge in tutti i campi, la mia proposta è percorrere un’altra strada, che per me è l’unica strada: bisogna fermarsi, guardarsi negli occhi, dialogare, costruire ponti di relazioni per rimanere umani in un mondo che sembra andare da un’altra parte – spiega Sara Bonacini -. Per me la pace non è assenza di conflitto perché il conflitto fa parte dell’esistenza umana. Fermarsi e costruire vuol dire poter sperare in un mondo che può rimanere umano, soprattutto in questo periodo in cui sembra prevalere la mentalità del “io vinco e tu perdi, io ti schiaccio e tu muori”. Bisogna uscire dalla classica escalation: fuga, negazione e aggressione, e imparare a stare nel conflitto, che vuol dire sia rimanere, attraversandone l’onda emotiva, sia sostare, e questa è un’opportunità di crescita sia personale che interpersonale”.

Il volume è stato portato dalla casa editrice Erickson al Salone Internazionale del Libro di Torino. A chi rivolto?

“Credo che la gestione del conflitto sia una competenza necessaria per ogni persona che si trovi a gestire altre persone – risponde l’autrice -. È pensato soprattutto per tutte le persone che si occupano di “tematiche” educative, quindi tutto il mondo della scuola: insegnanti, presidi, educatori, a tutto il mondo delle organizzazioni, a chi ha un ruolo di leader all’interno delle organizzazioni, anche se responsabile di un team, e anche gli assistenti sociali. Ma anche agli amministratori condominiali. Il conflitto riguarda tutti, anche un eremita vive un conflitto interiore”.

Il manuale si compone di cinque parti. “È un viaggio. La prima parte tratta il conflitto interiore e interpersonale. La parola “conflitto” nella nostra lingua viene utilizzata come sinonimo di guerra, di violenza, quindi sempre con un’accezione negativa, ma non è così. In altre lingue le due parole sono distinte. Il conflitto è anche dentro di noi, e spesso questo conflitto interiore viene proiettato sull’altro.

La seconda è la lettura del conflitto: se lo voglio gestire devo prima di tutto saperlo leggere e analizzare. Bisogna analizzare anche i costi del conflitto, perché se gestito male ha costi sia umani che monetari. Poi gli elementi costitutivi del conflitto, le tre fasi del conflitto e le dinamiche del conflitto. Il mio approccio è umanistico.

La terza parte si occupa di quale sia l’approccio ideale per affrontare un conflitto: se c’è questo sequestro emotivo difficilmente riuscirò a stare nel conflitto. Lavoro sulla triade dello stato per rimanere in equilibrio, concetto questo legato al mondo del coaching.

Nella quarta parte fornisco le tecniche e gli strumenti per affrontare il conflitto. Do quattro strumenti, con sotto-strumenti: ascolto attivo, comunicazione non violenta, mediazione umanistica e negoziazione.

Nell’ultima parte entro nei contesti di vita, dove il conflitto c’è: la famiglia è il primo nucleo, poi la scuola e le organizzazioni (cooperative sociali, associazioni, fondazioni, aziende, organizzazioni sportive, ecc.).

Gli strumenti visti nella quarta parte li declino in ogni contesto specifico. Ci sono infatti dinamiche si ripetono dalla piccola azienda alla multinazionale. Alla fine di ogni parte faccio una sintesi, poi un diario di bordo: domande di autoriflessione, ed esercitazioni, seguendo quanto mi viene richiesto in continuazione da educatori, insegnanti, coach, capi-scout e manager.

E dopo le cinque parti fornisco un protocollo di 12 passi per trasformare il conflitto, nel quale riassumo tutto il percorso con una mappa. Ci sono anche una filmografia e una bibliografia che possono servire da supporto”.

Il volume ha anche immagini e colori diversi che aiutano la mente a focalizzarsi sul percorso da seguire.

La prima presentazione sarà legata alla serata della Pace organizzata dalla Cooperativa “Fratelli è possibile” e non sarà la classica presentazione di un libro. Ci sarà la lettura di qualche brano della guida, accompagnata da musica, ma sarà per Sara Bonacini l’occasione per dare qualche strumento concreto.

“Ci concentreremo su tre concetti base per dare alle persone dei piccoli spunti di riflessione concreti: conflitto tra l’intrapersonale e l’interpersonale (dentro e fuori di noi), le barriere all’ascolto (l’ascolto è lo strumento privilegiato per la gestione del conflitto) e comunicazione non violenta, sia come modello linguistico che come modello di prevenzione e gestione dei conflitti”.

Appuntamento mercoledì 24 giugno alle 20:45 nella Sala Sant’Agostino (via Cairoli, 36 – Rimini). L'ingresso è libero.

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