Ordinanza anti-alcolici. Giani (Lega): perché solo in centro storico?
“Una volta che l’amministrazione riminese ne pensa una giusta si ferma però in mezzo al guado. L’ordinanza urgente anti-alcolici, per contrastarne la vendita e il consumo per strada, è di corto respiro e raffazzonata". Lo afferma Gilberto Giani, segretario comunale della Lega Rimini, in merito all'ordinanza recentemente emanata a Rimini per il centro storico (vedi notizia). "A nostro avviso dovrebbe essere estesa a tutto il territorio comunale e non solo in centro storico e per l’intero arco dell’anno. Ormai è prassi quotidiana vedere per strada troppe persone e purtroppo tanti giovani che si strafogano di bevande alcoliche con le ovvie conseguenze e non solo di degrado”.
Giani chiede alla Giunta i motivi per cui “non si preveda di modificare il Regolamento di Polizia Urbana fermo da 11 anni nelle parti in cui si prevede il recupero di legalità e di decoro sull’intero territorio”. “Al Titolo II art. 3 lettera “n” del vigente Regolamento di Polizia Urbana - spiega Giani - c’è già il divieto di consumo di alcolici con gradazione maggiore di 21 gradi. Di qui l’opportunità di modificare la norma generale che consentirebbe il controllo e i provvedimenti sanzionatori su tutto il territorio comunale, aree turistiche e parchi urbani compresi, per tutto l’anno visto che l’offerta turistica riminese va oltre la stagione balneare".
Per la Lega "Si tratta di una nuova visione della città, un nuovo modo di operare in modo da coniugare le esigenze dei residenti, degli operatori economici, dell’accoglienza turistica e dell’immagine pubblica che mai come in questi anni viene veicolata dai social media, determinando la capacità di una località di attrarre visitatori, espositori e investimenti sia per lo svago che per il business". La richiesta è quella di "ripensare il provvedimento dando risposte all’intera cittadinanza sulle regole di buona convivenza senza distinguere, ancora una volta, cittadini di serie A e di Serie B per aree di residenza”.










