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lettera alla Giunta di Rimini

Gli ambientalisti bocciano le piscine in spiaggia e chiedono scelte innovative

In foto: @newsrimini
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 6 min
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Le associazioni del Coordinamento ambientalista ed animalista di Rimini, dopo l'incontro della scorsa settimana con l'Assessora Anna Montini, rinnovano con una Lettera aperta al Sindaco ed a tutta la Giunta "una pressante richiesta per scelte innovative e coraggiose per il potenziamento e la difesa del Verde Urbano, interventi di deimpermeabilizzazione delle aree cementate, scelte mirate per la gestione, l'uso ed il riuso della risorsa idrica. Ed esprimono un giudizio nettamente negativo sulla scelta del Piano dell'arenile di generalizzare la possibilità di piscine in spiaggia. Un errore clamoroso alla luce delle previsioni di innalzamento del mare e dei problemi di erosione che ne deriveranno".
Per le associazioni "Servono invece ora, non domani, scelte ed azioni di governo innovative, che permettano di attenuare gli impatti che inevitabilmente arriveranno, per rendere la città più resiliente al futuro che ci aspetta, e capace di garantire la salute ed il benessere di cittadini e turisti. Serve anzitutto dare  priorità vera, da ora e nei prossimi anni, alla cura e al potenziamento del patrimonio verde della città, mettendo a bilancio le risorse necessarie per ripopolare di piante e cespugli viali, strade e aiuole rimaste ancora vuote o parzialmente vuote. È lì infatti che le piante servono, per contenere le ondate di calore, ma anche per  migliorare la qualità dell'aria per chi ci vive, lavora e respira".
    Gli ambientalisti riconoscono che "negli ultimi anni molti alberi sono stati ripiantati in varie zone della città. Ma non basta, non basta più. Molti altri alberi sono stati e vengono ancora tagliati, per evitare il rischio caduta ma anche per vari altri motivi meno condivisibili o non condivisibili affatto (vedi l'eliminazione di alberature pubbliche per l’apertura di nuovi enormi passi carrai o per esigenze di cantieri privati ), e la priorità data troppo spesso al manto stradale rispetto agli alberi. Serve ora una approccio più conservativo nella gestione del verde, un approccio che privilegi il più possibile il mantenimento dell’esistente, sostituendo con gradualità solo gli alberi davvero ad urgente rischio caduta e riducendo anche gli sfalci, per dare priorità alla vivibilità generale della città ed alla salute dei cittadini, di cui il sindaco è il primo responsabile. Le piante tolte vanno sostituite e le asole vuote riempite, cercando sempre buoni motivi per farlo, non giustificazioni per non ripiantare.  E bisogna anche premiare ed incentivare il verde privato, che è parte rilevante del patrimonio verde della città ed ha perciò una funzione sociale molto importante per tutta la collettività. Le violazioni al Regolamento del Verde vanno perciò punite e la P.L. non deve fare più finta di non vederle. Ma va data anche adeguata informazione ai cittadini su importanza del verde e norme da rispettare, non certo minacciarla o multarla per mancati tagli o sfalci in assenza di pericoli. Vanno messe in atto forme di collaborazione e di aiuto alla gestione del verde privato, magari tramite i servizi di Anthea, come più volte proposto. 
    Servono, poi, interventi veri di  deimpermeabilizzazione della città, ad es. ricreando isole ed aiuole verdi anche nel centro storico, quasi del tutto privo di piante e più esposto perciò ai picchi di calore". 
 Su un altro versante, "è urgente anche agire in modo nuovo sulla gestione dell'acqua, promuovendo comportamenti virtuosi per il risparmio idrico, in primis con l'esempio diretto da parte del pubblico, e recuperando la necessità di riuso delle acque depurate  almeno a fini agricoli, evitando di spremere fino all'ultima goccia le risorse idriche del territorio. E sul fronte mare, per contenerne l'innalzamento e l'erosione, vanno riviste le scelte del Piano dell'arenile prevedendo non più piscine, ma più spiagge libere e introducendo lo strumento delle spiagge naturali ove ricostruire veri sistemi dunali a difesa della costa".

Per le associazioni "Al di là dell'impegno e della buona volontà dell'Assessora  Anna Montini, abbiamo in realtà la netta impressione che da parte dell'Amministrazione o di importanti settori della stessa (e pensiamo agli uffici LL.PP., Edilizia privata e Mobilità, ma non solo) non ci sia una adeguata presa di coscienza della reale gravità dell’emergenza climatica in atto e dei problemi che ci aspettano nei prossimi anni e decenni, nei quali si rischierà una vera catastrofe, ambientale ma anche economico-sociale. Gli esperti parlano chiaro sul tema cambio climatico. E' appena uscito, ad esempio, un autorevole e preoccupante studio scientifico di docenti del Politecnico di Milano e delle Universita' di Siena e Ca' Foscari di Venezia, Rischio climatico in Italia: scenari, costi e opzioni di risposta , che propone scenari molto, molto preoccupanti per il nostro paese, con ricadute pesanti sulla qualità della vita, ma anche sull’economia, sul turismo e sullo stesso PIL nazionale".
Le associazioni animaliste ed ambientaliste del territorio ribadiscono "la richiesta di avviare progetti di riforestazione e depavimentazione in città, e di rinaturalizzazione di tratti di spiaggia, dando priorità a queste azioni, o almeno stabilendo che queste debbano essere alcune delle priorità più importanti  per le prossime scelte di governo e per l’utilizzo delle risorse disponibili".

La richiesta conclusiva è di "incontri periodici, non annuali, con l’Amministrazione Comunale, per un confronto concreto sui progetti che verranno  messi in programma per riforestare e depermeabilizzare la città, non solo per i contenuti del nuovo Regolamento del verde in elaborazione, come ci è stato annunciato dall'Assessora Anna Montini".
 La lettera aperta così si conclude: “Non riconoscere la gravità dei problemi che si prospettano per il futuro, non agire ora con le giuste scelte di governo cittadino e non mettere in campo le risorse necessarie per farvi fronte, significherebbe rendere la città incapace di far fronte agli impatti che il cambiamento climatico ci proporrà e anche mettere la nostra collettività nella condizione di dovere poi affrontare costi molto più elevati per contenerne e ripararne i danni. E non sarebbe una scelta responsabile.”

Le associazioni del coordinamento sono ANPANA Rimini, dnA Rimini, ENPA Rimini, FIAB Rimini , Fondazione Cetacea Riccione, Ippogrifo, Legambiente Valmarecchia, LIPU Rimini, L'Umana Dimora Rimiani, Monumenti Vivi Rimini,Terra Blu Rimini, WWF Rimini

Per le associazioni ambientaliste e animaliste del riminese
ANPANA Rimini, dnA Rimini, ENPA Rimini, FIAB Rimini, Fondazione Cetacea, Ippogrifo, Legambiente Valmarecchia, LIPU Rimini, L'Umana Dimora Rimini, Monumenti Vivi Rimini, Terra Blu Rimini, WWF Rimini

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