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Abbigliamento e navi in crisi

Export, sei mesi da incubo per il riminese mentre la Regione cresce

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Mentre la Regione Emilia Romagna e l'Italia vedono l'export in crescita (rispettivamente +3% e +4,5%), la provincia di Rimini archivia sei mesi da incubo in questo avvio di 2026. Tra gennaio e giugno infatti le esportazioni (pari a 1,4 miliardi) sono diminuite dell'8,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Calano anche le importazioni (-7,5%) mentre resta positivo il saldo commerciale (+0,6 miliardi), in linea con lo scorso anno.

Tra i settori in maggiore difficolta c'è l'abbigliamento che rappresenta il 12,6% dell'export provinciale e perde il 9,9%; complicata anche la situazione della cantieristica navale che dimezza il suo peso sulle esportazioni (ora al 7,7%) a causa di un tracollo del 52,9% delle esportazioni. Segno meno anche per gli Elementi da costruzione in metallo (-1,5% e un peso complessivo del 3,3%). Crescono, invece, le esportazioni delle Macchine utensili e per la formatura dei metalli (+4%, 14,9% del totale), delle Altre macchine di impiego generale (forni, caldaie, condizionatori, distributori automatici) (+4,5%, 10,2%), delle Bevande (+5,5%, 4,2%) e degli Apparecchi per uso domestico (apparecchiature sia elettriche che non elettriche impiegate prevalentemente in ambito domestico: grandi e piccoli elettrodomestici e dispositivi di cottura) (+4,4%, 4,1%). 
L'export riminese si dirige in prevalenza verso Stati Uniti (10,9% del totale), Francia (10,5%), Germania (8,8%), Regno Unito (7,3%), Spagna (5,7%) e Polonia (4,3%). Di questi, solo la Francia è in crescita (+17,9%) mentre gli Usa perdono il 15% e il Regno Unito il 15,7.

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