Emergenza lupi. Il comitato: la nostra voce resta inascoltata
Il comitato sull'emergenza lupi di Rimini esprime preoccupazione per la bocciatura da parte della Regione Emilia Romagna di una mozione che chiedeva l'adozione di un piano di straordinario di monitoraggio e contenimento dei lupi. "Ci sembra di vedere una situazione simile al film 'Il giorno della marmotta’ - spiega Marco Succi, Presidente Forum di Quartiere 11 di Rimini - dove il protagonista ogni mattina si svegliava e riviveva la stessa identica situazione all’infinito. Dall'agosto del 2025 abbiamo preso a cuore quella che allora definimmo " Emergenza Lupi nel territorio riminese", in seguito a numerose lamentele di cittadini che nel nostro Quartiere, oggi Forum11, segnalavano predazioni di animali d'affezione ( cani e gatti ) ed animali d'allevamento. Ci siamo documentati ed in un report del 28.8.2025 abbiamo raccolto le testimonianze di decine e decine di razzie di bestiame, cani e gatti a Rimini e in tanti altri Comuni vicini e meno vicini. Attivati dalla paura e malessere dei cittadini abbiamo creato un Comitato ( Emergenza Lupi ), indetto un' assemblea a cui hanno partecipato esponenti istituzionali e non ( Arrigoni / Semeraro / Ambientalisti ) e più di 200 cittadini. Abbiamo raccolto 1017 firme di cittadini per evidenziare il problema e chiedere delle soluzione e le abbiamo inviate al Ministero ed alla Regione".
Succi ricorda le varie tappe della mobilitazione, dai ministeri nazionali ai servizi televisivi: "Siamo stati accolti ovunque con interesse, rispetto e ci è stato detto che le nostre preoccupazioni erano giustificate e sarebbero state prese nella dovuta considerazione. A parte l’attenzione e l’interesse tradottisi in interventi pubblici e in lettere ufficiali alla regione Emilia Romagna da parte del Presidente della provincia di Rimini, a tutt'oggi la situazione è ovviamente come e peggio di prima, non avendo preso nessuna misura per contenere il fenomeno. Però qualcosa è cambiato : sempre meno voci si alzano per denunciare razzie e/o predazioni di cani, gatti e animali d'allevamento che comunque proseguono. Non perché siano cessate ma perché i cittadini sono delusi, amareggiati e sconcertati dal muro di gomma e dall'inedia di chi doveva e poteva intervenire. Tanti allevatori stanno prendendo in seria considerazione la possibilità di chiudere le loro attività".










