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di Gaja Cenciarelli

Domani interrogo. Con la nostra fanatica di libri ritorniamo a scuola

In foto: @fanatica di libri
@fanatica di libri
di
Marina Andruccioli
   
Tempo di lettura 4 min
Tempo di lettura 4 min

La nostra Fanatica di libri*, con la recensione di questo mese, ci riporta sui banchi di scuola. Dolce nostalgia per qualcuno, incubo di cui ci si è liberati per altri, il quinquennio di superiori ha, comunque, per tutti un carico emotivo forte anche a distanza di anni. In "Domani interrogo", Gaja Cenciarelli parla degli studenti di una classe romana, di una prof che non si arrende e del desiderio di futuro che alberga in ciascuno. E così un libro che parla di adolescenti, di oggi, diventa una metafora della vita che riguarda tante generazioni diverse. 

@fanatica di libri

 

Credo che tutti abbiamo sognato almeno una volta di ripetere l'esame di maturità probabilmente con sfumature che vanno dal bizzarro al grottesco, ed io sono sicuramente una di quelle persone che tiene alta la media, avendolo sognato molte volte. A mio discapito posso solo dire che quando mi sono presentata davanti alla commissione, una delle materie da preparare era chimica agraria: non sono più riuscita a guardare il vino e l'olio se non nella loro struttura chimica essenziale, una sorta di Matrix de' noantri insomma. Ma i miei cinque anni dell'Istituto tecnico Agrario sono stati fondamentalmente caratterizzati dai professori, questi personaggi ai nostri occhi di studenti in parte umani in parte alieni li ricordo con affetto misto a terrore: ad esempio il mio professore di agraria ci portava durante la sua ora di lezione a passeggiare nei giardini terrazzati che circondavano la scuola dove noi alunni imparavamo a curare dei meravigliosi giardini all'italiana e ci infondeva un vero e proprio terrore quando si chinava a raccogliere un comunissimo stelo d'erba e chiedeva al malcapitato interrogato di identificare la varietà e di enunciare il nome in latino.  Forse proprio avendo in mente questo modo poco ordinario di interrogare noi alunni che il titolo dell'ultimo libro di Gaja Cenciarelli,  Domani interrogo ha catalizzato la mia attenzione: l'autrice ci porta all'inizio dell'ultimo anno scolastico di una quinta e ci presenta subito la protagonista, un prof di inglese che accetta una supplenza annuale in un liceo di borgata, a Roma. Ci descrive senza peli sulla penna la periferia di una Roma verace, di studenti che si esprimono più in romanesco che in italiano, ci delinea con un netto tratto rosso ogni ragazzo che compone la sua classe, ci racconta delle loro vite intrecciate alla droga e a quel modo che i giovani hanno di porsi verso gli altri e verso la vita, alla quale devi sopravvivere ed opporti sempre ma con il look giusto. E' commovente vedere come la prof di Domani interrogo non si comporti come una "normale" prof, come quelli che hanno gettato la spugna e pensano solo a sopravvivere fino a giugno, ma tenga ai suoi ragazzi e li inciti a cavallo del suo asino, come un Sancho Panza all'ombra dei suoi mulini a vento. C'è tanto bello in questo libro. La Cenciarelli riesce a descrivere bene la sensazione di passaggio all'età adulta segnata da un esame che non abilita di certo all'essere effettivamente adulti. Con queste pagine ci apre una fessura dalla quale sbirciamo la possibile vita futura di questi ragazzi che sembra sia già tracciata dall'ambiente in cui vivono e dalle famiglie in cui sono cresciuti, ma in esse si respira anche tanta speranza, e ci troviamo ad empatizzare con questa donna che cerca di darsi una facciata rispettabile da prof intransigente, ma che i ragazzi etichettano subito come "una giusta". Proprio un bel leggere, mi ha ricordato un libro che ho regalato a mia figlia quando aveva 10 anni nel quale c'è una pagina che riporta questa frase: "Ma non conta l'anno passato, non serve preoccuparsi. Non importa ciò che è stato finora, bisogna guardare avanti e decidere di fare del proprio meglio. Tutto comincia da ora, in questo momento, oggi". Ogni cosa conclusa non è solo un punto di arrivo,  ma anche di ripartenza. Domani interrogo è una metafora della vita, perchè come abbiamo provato tutti sulla nostra pelle gli esami non finiscono mai, ed è molto più importante su cosa ci interroghiamo, piuttosto che quello che ci viene chiesto.

 

*Marina Andruccioli risiede in provincia di Rimini dove, da Agraria, si è occupata del verde pubblico, ora è impiegata. Affascinata dall’animo umano quanto dalla Natura e dall’ambiente che ci circonda, esamina questi due ambiti come se fossero uno solo: nel suo modo di pensare interno ed esterno stessa cosa sono. Continua quindi ad approfondire queste due passioni: la Natura ed il mondo esterno e la natura umana ed il mondo interno. Fanatica di libri sin da piccola è anche fotografa appassionata.

Scrive recensioni sul sito bookavenue

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