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sui dati dell'estate 2026

Divieti di balneazione. Ariminensis: bene il calo ma servono approfondimenti

In foto: Rimini nord
Rimini nord
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Tredici divieti di balneazione nella stagione 2026, a fronte di 51 aperture degli sfioratori: sono i numeri del bilancio diffuso dall’amministrazione comunale di Rimini (vedi notizia). Il numero dei divieti è il più basso dal 2011, a pari merito con il 2021. L’associazione Ariminensis chiede un riepilogo dei risultati, anche perché "Tredici divieti non equivalgono necessariamente a tredici giornate di chiusura dell’intera costa", e un agiornamento sullo stato degli interventi e dei controlli, con particolare attenzione alle zone comprese tra la spiaggia e le scogliere di Rimini nord. L'associazione chiede "un riepilogo pubblico, accompagnato da una spiegazione accessibile anche a chi non possiede competenze tecniche".
 
L'intervento del presidente Andrea Turci e del direttivo di Ariminensis
 
«Accogliamo positivamente questa notizia perché il miglioramento del nostro mare è un risultato che interessa tutta la città. Proprio partendo da questi dati, chiediamo un approfondimento pubblico che permetta ai cittadini di comprendere i benefici degli interventi realizzati e il funzionamento dei controlli".
Il Comune indica per il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato, il PSBO, un valore complessivo di 270 milioni di euro. Il piano comprende opere per la tutela della balneazione e la sicurezza idraulica: potenziamento della depurazione, separazione delle reti fognarie, vasche di accumulo e interventi sugli scarichi.
Parliamo di un programma importante, sviluppato nel corso degli anni. Chiediamo un riepilogo aggiornato degli investimenti programmati, impegnati e spesi, delle opere entrate in funzione e di quelle ancora da completare. Sarebbe uno strumento utile per conoscere il percorso compiuto e i prossimi obiettivi».
Un’attenzione particolare riguarda Rimini nord e gli specchi d’acqua compresi tra la battigia e le scogliere, frequentati da famiglie, anziani e bambini.
ARPAE pubblica già analisi, mappe e bollettini e indica che i prelievi vengono effettuati nella fascia di mare normalmente utilizzata dai bagnanti, secondo le modalità previste dalla normativa.
«Partendo da queste informazioni, chiediamo una rappresentazione facilmente consultabile dei punti di campionamento rispetto alla spiaggia e alle barriere. Vorremmo conoscere come viene valutata la qualità delle acque nei tratti interni alle scogliere e quali controlli siano previsti dopo le piogge intense. È una richiesta di approfondimento, che non presuppone irregolarità nei monitoraggi né condizioni di inquinamento».
L’associazione riconosce inoltre gli interventi già documentati sul sistema degli scarichi del litorale nord. Il Comune ha comunicato negli anni la trasformazione di diversi recapiti in scarichi di sole acque meteoriche e, per il bacino di Viserbella, il completamento della separazione delle reti.
«Questi interventi devono essere tenuti presenti. Proprio per questo chiediamo un quadro aggiornato, scarico per scarico, che illustri la situazione attuale, le eventuali lavorazioni residue e le modalità di gestione durante le precipitazioni. L’apertura di uno sfioratore non va automaticamente equiparata a uno scarico di acque fognarie miste o a un superamento dei limiti di balneazione».
Anche i dati sui divieti meritano di essere spiegati nel dettaglio. Il numero complessivo, da solo, non descrive la durata delle singole interdizioni, la loro distribuzione sul territorio o l’estensione dei tratti interessati.
«Chiediamo un prospetto della stagione 2026 con località, motivazioni, orari di attivazione e revoca dei divieti e relativi risultati analitici. Tredici divieti non equivalgono necessariamente a tredici giornate di chiusura dell’intera costa: chiarire come viene costruito questo indicatore aiuta a leggere correttamente il bilancio».
ARIMINENSIS propone quindi al Comune di Rimini, ad ARPAE e agli altri soggetti competenti di raccogliere le informazioni già disponibili in un riepilogo pubblico, accompagnato da una spiegazione accessibile anche a chi non possiede competenze tecniche.
«Ci interessa capire e contribuire a un confronto fondato sui dati. Se gli interventi stanno migliorando la qualità delle acque e riducendo i disagi, è giusto riconoscerlo. Allo stesso tempo, conoscere lo stato delle opere e le modalità dei controlli permette ai cittadini di seguire con consapevolezza un progetto così rilevante».
«Il mare è parte della nostra vita e del futuro di Rimini. La tutela della salute e dell’ambiente è un interesse comune. Per questo chiediamo un riscontro pubblico e documentato, utile a valorizzare i risultati raggiunti e a comprendere gli obiettivi ancora da realizzare».
 
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