Non solo servizi e informazioni, i Centri per le famiglie sono sempre più una rete di prossimità fondamentale per le politiche sociali regionali. Veri e propri presìdi di welfare capaci di valorizzare le risorse investite facendo rete con i territori.
Per consolidare e qualificare questo ruolo, vengono destinati, per il 2027, 2 milioni e 978mila euro ai 42 Centri per le famiglie dell’Emilia-Romagna. Alle risorse nazionali, pari a 2 milioni e 478mila euro, si aggiungono infatti 500mila euro stanziati dal bilancio regionale per sperimentare interventi capaci di rispondere ai cambiamenti nelle relazioni familiari e sociali dedicati ai primi mille giorni di vita e all’età adolescenziale: dalla prevenzione del disagio all’alfabetizzazione mediatica e digitale, con l’obiettivo di proteggere i minori anche dai rischi del web.
“Investire nei Centri per le Famiglie significa costruire un welfare di prossimità, che parte dai legami tra le persone e crea reti di sostegno durature- sottolinea l’assessora regionale al Welfare e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti-. Sono importantissimi presìdi di comunità, in grado di accompagnare i genitori, soprattutto nei momenti più delicati per la vita delle famiglie, la nascita dei figli e l’adolescenza, attivando anche reti di aiuto reciproco. Con le risorse regionali dedicate all’innovazione vogliamo inoltre sperimentare nuove forme di partecipazione, per rispondere ai cambiamenti. Cerchiamo soprattutto di offrire occasioni concrete di interrelazione tra genitori e figli, condividere esperienze tra famiglie, farle sentire parte di una rete di sostegno solidale”.
La programmazione, riferita all’annualità 2027, punta innanzitutto a garantire continuità e qualità alle attività dei Centri già presenti sul territorio, promuovendone una diffusione più capillare e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, servizi e realtà del privato non profit.
Accanto all’informazione e all’orientamento sulle opportunità educative, sociali, sanitarie e scolastiche disponibili, i Centri saranno chiamati a rafforzare le attività di alfabetizzazione mediatica e digitale rivolte ai minori, con particolare attenzione all’utilizzo del parental control. Dovranno inoltre sviluppare almeno una specifica linea di intervento tra la prevenzione dei rischi legati all’assunzione di sostanze psicotrope, l’ascolto e l’orientamento per adolescenti e genitori, la sensibilizzazione sull’affidamento familiare e sull’adozione e il sostegno alla maternità e alla famiglia nei primi mille giorni di vita.
Ulteriori progettualità riguardano la sperimentazione di interventi capaci di rispondere ai cambiamenti nelle relazioni familiari e sociali. Potranno spaziare dai laboratori artistici e creativi per bambini, ragazzi e famiglie, per riscoprire il piacere del fare insieme, alle iniziative dedicate alle difficoltà e alle opportunità della crescita durante l’adolescenza, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra genitori e figli. Spazio anche all’affiancamento familiare, attraverso esperienze di aiuto reciproco tra nuclei, e alla costruzione di comunità attraverso attività condivise e iniziative di prossimità, per contrastare l’isolamento e rafforzare i legami sociali.
Distribuzione delle risorse
Le risorse saranno ripartite secondo criteri che combinano una quota distribuita in misura uguale tra i Centri e una quota proporzionale alla popolazione residente tra 0 e 17 anni, sulla base dei dati al 1^ gennaio 2026.
Per le attività di gestione e qualificazione, il 40% delle risorse sarà suddiviso in parti uguali e il 60% in base alla popolazione minorile, con la quota aggiuntiva di 150mila euro riservata ai Comuni montani e parzialmente montani e ai Comuni dell’area ferrarese individuati come eleggibili per l’elaborazione delle Strategie territoriali per le aree montane e interne (Stami). Per le progettualità innovative, l’85% sarà assegnato in misura uguale a ciascun Centro e il restante 15% in proporzione alla popolazione minorile.
La proposta di riparto e i relativi criteri sono stati condivisi con il Coordinamento regionale dei Centri per le famiglie.
L’obiettivo è consolidare una rete territoriale capace non soltanto di offrire servizi, ma anche di generare legami, valorizzare le risorse delle famiglie e promuovere risposte condivise alle sfide educative e sociali per il benessere delle future generazioni.





















