Crans-Montana, il fidanzato di Eleonora: "Provvidenziali quei 15 minuti in più"
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente mentre si trova all'ospedale Niguarda di Milano, dove attende di poter vedere la sua Eleonora, ricoverata in coma farmacologico (vedi notizia). Filippo Bonifacio, 24enne originario di Verbania, ripercorre la notte di Capodanno, una notte che non dimenticherà mai, trasformatasi in tragedia per tanti suoi coetanei. Eleonora Palmieri, la sua fidanzata, 29 anni di Cattolica, è rimasta coinvolta nel rogo del "Le Costellation", ma se la caverà.
Filippo, dove avete trascorso la notte di Capodanno e quando siete arrivati a "Le Costellation"?
"Abbiamo festeggiato il Capodanno a Montana, in piazza. Abbiamo fatto il conto alla rovescia lì, poi il dj ha prolungato di un quarto d'ora l'orario della musica, terminata all'1.15. A quel punto abbiamo preso la macchina e siamo andati a "Le Costellation". Ho parcheggiato proprio di fronte al locale e ci siamo messi in fila. Col senno di poi quei 15 minuti in più trascorsi in piazza ci hanno salvato la vita".
In che senso?
"Nel senso che se fossimo arrivati prima, probabilmente saremmo stati già dentro al locale allo scoppio dell'incendio, invece abbiamo fatto un po' di fila e poi abbiamo visto i buttafuori venire richiamati da una ragazza".
A quel punto cosa è successo?
"Io, Eleonora e i nostri amici abbiamo fatto un passo dentro e siamo stati letteralmente travolti. Solo che nella calca io sono stato spintonato fuori, mentre Eleonora è finita dentro. Ho visto gente che fuggiva, che urlava... Ho cercato immediatamente di rientrare ma non è stato possibile. Dopo poco l'ho vista uscire, aveva i capelli bruciati, parte del volto ustionato, il cappotto bruciato e le mani insanguinate... Preferirei non aggiungere altro".
Avete chiamato i soccorsi?
"No, perché ci siamo guardati intorno e abbiamo capito che la situazione era davvero grave, che ci sarebbe voluto molto tempo prima che qualcuno potesse soccorrerla. Così, io e miei amici abbiamo caricato Eleonora in macchina e ci siamo diretti all'ospedale di Sion, che è il più grande della zona, anche se un po’ più distante rispetto a quello sotto Montana. Lì siamo stati i primi ad arrivare ed Eleonora è stata subito presa in carico dai medici. Durante il tragitto eravamo tutti sotto choc, ma ho pensato solo ad arrivare in ospedale il più in fretta possibile".
Ha potuto vedere Eleonora?
"Ancora no, ma sono rimasto sempre con lei fino al suo trasferimento in elicottero all'ospedale Niguarda di Milano. Per fortuna i medici hanno detto che non è in pericolo di vita, anche se ha varie ustioni. E' una situazione in piena evoluzione, ma siamo fiduciosi".












