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LE PAROLE DEL PRESIDENTE

Confesercenti Rimini, Vagnini: "Serve un Piano Marshall per il commercio"

In foto: Fabrizio Vagnini
Fabrizio Vagnini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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“Ci vuole un Piano Marshall per il commercio”. È l'appello del presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini, di fronte alla desertificazione commerciale che interessa il territorio provinciale. Un tema tornato al centro del dibattito anche grazie alla pressione delle associazioni di categoria, che hanno contribuito a far comprendere quanto il commercio sia una componente fondamentale non soltanto dell'economia, ma anche dell'offerta turistica e della vivibilità delle città.

La crescita delle presenze turistiche non si traduce automaticamente in maggiori incassi per i negozi. “Abbiamo più turisti - spiega Vagnini -, ma questo non significa che il commercio stia meglio. Gli alberghi e la spiaggia sono importanti, ma senza una passeggiata commerciale viva e attrattiva diventa difficile completare la nostra proposta turistica. Il commercio deve essere riconosciuto come parte integrante del prodotto che offriamo ai visitatori”.

Per affrontare il problema occorre però distinguere le diverse caratteristiche del territorio, individuando tre ambiti di intervento: entroterra, zona mare e centri urbani. Nell'entroterra la situazione è ormai drammatica. Anche nei borghi più vicini alla costa, da Montefiore a Gemmano, fino alle località dell'Appennino, si assiste alla progressiva scomparsa dei servizi commerciali, con paesi nei quali non è rimasto neppure un bar. “In queste realtà - prosegue Vagnini - la bottega non è più soltanto un'attività economica, ma un servizio essenziale per gli abitanti e una forma di tutela del territorio. Dobbiamo prevedere una legge nazionale che consenta di assegnare gratuitamente gli immobili pubblici a chi vuole aprire un'attività e sospendere affitti e tassazione. Non possiamo applicare le stesse logiche commerciali a un piccolo borgo dell'entroterra e a un centro urbano”.

Sulla zona mare secondo Confesercenti Rimini serve invece una trasformazione urbanistica e commerciale. Il modello attuale, caratterizzato da un'offerta spesso troppo lineare e poco diversificata, fatica a garantire redditività alle singole attività. “Bisogna favorire l'accorpamento dei negozi, le ristrutturazioni e la nascita di spazi commerciali più grandi, con un'offerta turistica diversificata. Anche con l'aumento delle presenze, gli incassi non crescono automaticamente: in questo senso è fondamentale investire sull'aeroporto, sulle nuove rotte e sui mercati del Nord Europa, che possono portare visitatori con una maggiore capacità di spesa”. Nei centri urbani invece pesano soprattutto affitti e accessibilità. Una quota molto elevata delle attività, soprattutto nelle aree centrali e nelle località di mare, opera in immobili in locazione. “La cedolare secca prevista per gli affitti abitativi dovrebbe essere estesa anche alle locazioni commerciali. E poi bisogna ripensare il tema dei parcheggi e della raggiungibilità dei centri: se arrivare nei luoghi del commercio diventa complicato, si penalizzano inevitabilmente le attività”.

Accanto agli interventi strutturali, Vagnini indica anche strumenti immediati per sostenere le imprese:“Regione e Comuni devono fare la loro parte, così come il Governo. Servono interventi straordinari, anche attraverso una diversa distribuzione del carico fiscale. Si potrebbe inoltre intervenire sulla tassazione dei grandi operatori del web, che attualmente pagano praticamente nulla, destinando una parte delle risorse al sostegno del piccolo commercio. E occorre promuovere campagne di comunicazione per far riscoprire ai cittadini il valore delle attività di vicinato e dei negozi storici, fondamentali per mantenere vivi i centri e i borghi anche dal punto di vista turistico”.

In questa direzione si inseriscono anche la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare di Confesercenti per la creazione delle le ZESpro (Zone economiche speciali di prossimità), aree in cui favorire il mantenimento e l’apertura di attività attraverso agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative, con l'obiettivo di sollecitare Governo e istituzioni a mettere in campo misure concrete.

"I consumi sono cambiati, così come le modalità di acquisto, e non possiamo ignorarlo. Ma non possiamo nemmeno assistere passivamente alla scomparsa del commercio. Siamo già molto avanti in questo processo e rischiamo di superare un punto di non ritorno. Serve un Piano Marshall che metta insieme semplificazione, riduzione dei costi, liquidità e interventi strutturali. Salvaguardare il commercio - conclude Vagnini - significa salvaguardare le nostre città, i nostri borghi e la qualità dell'offerta turistica”.

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