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la vicenda di Cattolica

Con l'auto nel porto: resta in carcere 45enne accusato di tentato femminicidio

In foto: @Adriapress
@Adriapress
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Non è stato un incidente, ma un deliberato tentativo di uccidere la moglie. Con questa certezza il gip di Rimini, Andrea Falaschetti, ha convalidato il fermo e disposto la custodia in carcere per un uomo di 45 anni, originario di Tirana e residente a San Giovanni in Marignano. Cade così la tesi difensiva dell'indagato, che davanti al giudice aveva parlato di una tragica fatalità, sostenendo che una ciabatta gli si fosse incastrata nel pedale dell'acceleratore.

A smentire questa versione è stata la stessa moglie, che ha riferito come il marito, mentre erano ancora in acqua all'interno dell'abitacolo, le avesse ordinato di raccontare ai soccorritori proprio la bugia della ciabatta. Ad aggravare la posizione del 45enne, difeso dagli avvocati Giuliano Renzi e Alessandro Leardini, c'è anche la sua fuga immediata a piedi, subito dopo essere stato aiutato a risalire la banchina da due pescatori. Un comportamento ritenuto del tutto incompatibile con lo shock di un evento accidentale. Nel provvedimento, il giudice sottolinea l'elevato pericolo di recidiva e una preoccupante aggressività.

L'uomo era infatti già stato arrestato solo due giorni prima per resistenza a pubblico ufficiale. A chiamare i carabinieri era stata la moglie dopo un violento litigio domestico. Senza un domicilio alternativo sicuro e con la necessità di tutelare la vittima, per il 45enne albanese il carcere è stata considerata l'unica misura idonea.

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