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fermato a riccione

Coca e marijuana in auto, imprenditore assolto per detenzione ai fini di spaccio

In foto: le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Durante il ponte del 25 aprile scorso, era stato fermato in auto a Riccione, da una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile, in stato di evidente alterazione da assunzione di stupefacenti e alcol. Nell'abitacolo, infatti, i carabinieri avevano trovato alcune bottiglie di alcol vuote e in totale una quarantina di grammi di droga tra cocaina, hashish e marijuana, suddivise in singoli involucri. Per un imprenditore umbro di 38 anni, arrivato nella Perla Verde per alcuni giorni di vacanza, era scattato l'arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. 

Dopo una notte nelle camere di sicurezza della caserma di Riccione, il giudice lo aveva rimesso in libertà. Il 38enne ha però dovuto affrontare il processo davanti al tribunale di Rimini, che al termine del dibattimento lo ha assolto "perché il fatto non sussiste". Il suo difensore, l'avvocato Carlo Alberto Zaina, ha dimostrato che quelle sostanze erano per uso personale. Il suo assistito, infatti, oltre ad avere una dipendenza dalle droghe che durava da anni, non aveva con sé alcuno strumento per il confezionamento o il peso delle dosi. La sostanza, inoltre, era stata sottoposta ad una perizia chimico-tossicologica, al termine della quale era emerso un quantitativo più ridotto e una scarsa qualità del principio attivo. Ad avvalorare la tesi della difesa, è stato evidenziato anche il tenore di vita elevato dell'imputato, che non aveva certamente bisogno di spacciare per procurarsi del denaro. Infine, proprio durante il controllo dei carabinieri, l'imprenditore era stato notato con della sostanza biancastra (probabilmente cocaina) sugli indumenti, a riprova di un recentissimo consumo.     

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