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l'editoriale della domenica

Cinque fasi per realizzare un'autocrazia, la dittatura dell'era moderna

In foto: pexels
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di
Carlo Alberto Pari
   
Tempo di lettura 5 min
Tempo di lettura 5 min

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari


COME REALIZZARE UN’AUTOCRAZIA, LA DITTATURA DELL’ERA MODERNA.


E’ solo un “manuale”, fantastico, sarcastico e provocatorio, ma forse unico. Lascio al lettore la valutazione: è vicino alla realtà, o frutto della sola alla fantasia?
Parto da un’analisi personale. Le diseguaglianze estreme sono il trampolino di lancio delle nuove dittature, che hanno un nome: AUTOCRAZIE. Le autocrazie sono assai raffinate, non hanno bisogno di marce per effettuare cambi di regime, non hanno bisogno di ideologie, non hanno bisogno di rivoluzioni. Può apparire un ossimoro, ma le AUTOCRAZIE PREDILIGONO LE DEMOCRAZIE!


                                     CINQUE FASI PER REALIZZARE UN’AUTOCRAZIA :

La prima fase. Arricchimenti estremi, da realizzare in pochi anni, ininfluente se in modo legale o meno, del resto, quando si sarà raggiunta la ricchezza, saranno quasi tutti servi accondiscendenti e nessuno si ricorderà o avrà il coraggio di ricordare come è stata traguardata. Tramite la ricchezza si realizzeranno ed acquisiranno aziende, che daranno lavoro a tante persone e “pane” a tante famiglie, questo ne farà degli eroi. Si finanzieranno opere meritevoli, per offrire un’immagine accattivante ed immacolata. Eventuali processi in corso, dovuti ai sistemi utilizzati per arricchirsi, saranno gestiti da eccellenti difensori. I più accorti, finanzieranno anche alcuni partiti, che saranno estremamente utili in caso di necessità, ed un buon “aiuto” per proporre normative, ad esempio sulle prescrizioni, o per eliminare abusi vari.
La seconda fase. Stabilizzato l’arricchimento e controllati i processi, la seconda fase prevede l’acquisizione degli strumenti necessari per canalizzare pensieri e nuovi obiettivi di massa. Per questo, si acquisteranno testate giornalistiche, televisioni, social. Del resto, quasi nessuno protesterà se un Paese democratico si classificherà in rischiose posizioni mondiali sulla libertà di stampa.


La terza fase. Tramite i media, i social , le televisioni, ed ogni altro mezzo possibile, si proporranno nuovi modi di vivere, che vedranno la contrazione dei valori
tradizionali, l’enfatizzazione del disprezzo delle regole, raccontate spesso come inutili e fastidiosi orpelli, in aggiunta, si osannerà l’individualismo sfrenato. L’aiuto
sociale si trasformerà in una questua, non un dovere o peggio, un diritto. Sarà opportuno individuare diversi nemici, estremamente utili per sviare l‘attenzione
pubblica dai problemi reali, sarà auspicabile individuarli tra i poveri, per evitare inutili rischi.

La quarta fase prevede l’entrata in politica, un punto importante. Non sarà complesso canalizzare masse significative di voti con il possesso di giornali,
televisioni e social vari. Si pagheranno personaggi alla moda, dello sport, dello spettacolo ed altro, si abbinerà la propria immagine a loro e si accumulerà altro
consenso. Inoltre, si dedicherà una quantità di denaro significativa alle campagne elettorali, splendidamente organizzate da selezionati specialisti di settore, che di fatto, garantiranno l’elezione. Con un programma di questo genere, sarà difficile non essere eletti.


La quinta fase. E’ l’ultima e forse la più semplice. Dopo essere stati eletti in democrazia dai Cittadini, ovviamente, si avrà diritto a governare, da subito,
contraendo regole e controlli tipici delle democrazie. Si tratterà di inculcare il principio : “mi hanno votato, lasciatemi lavorare come credo, poi alla fine mi
giudicherete” Negli anni del mandato, per prima cosa si concluderà l’operazione con i mezzi di comunicazione. Oltre ai giornali, alle televisioni, ai social, già in
possesso, si aggiungeranno i controllati, così si avranno a disposizione un numero di serventi moltiplicato. Grazie al potere ed a una quantità enorme di denaro, ora anche pubblico, si potranno “adeguare” parecchie normative, partendo dalle prescrizioni e dagli abusi , anche di potere. Il tutto ridurrà tante problematiche,
anche di carattere penale. Per terminare il lavoro sui media, quelli pubblici si renderanno succubi inserendo semplicemente i serventi per dirigerli, per quelli
privati rimasti ancora fuori controllo, si cercherà di renderli “meno fastidiosi”, ad esempio, riducendo annullando o aumentando i finanziamenti pubblici in funzione
dei “comportamenti”. Infine, si lascerà vivere un’opposizione insignificante, per mantenere la parvenza democratica.


Il gioco è fatto, creata l’ AUTOCRAZIA CON LA DEMOCRAZIA, una dittatura senza spargimento di sangue, un capolavoro dell’era moderna!


Qualcuno potrebbe domandare, ma le masse? La resistenza? I giovani? Le masse saranno impegnate a sopravvivere o a fare sopravvivere le famiglie, basterà lasciare un precariato abbastanza invasivo, stipendi sufficienti a sopravvivere e poco altro, magari qualche soldo per le ferie e per le feste, per distrarre dai problemi reali.
La sanità sarà ridotta al minimo per non rischiare rivolte sociali, così avranno altro a cui pensare. I pensionati, come sempre del resto, quasi alla fame, con la solita perequazione tagliata per quelli meno poveri. Per il resto, si cercherà di canalizzare le focose giovani generazioni (o medie) non tanto espandendo le droghe, perché non ci sarebbero più lavoratori, molto meglio canalizzarli negli eventi effimeri, che diventeranno i loro valori, “le nuove religioni ” da seguire, con gli idoli milionari da osannare. Ecco i nuovi modelli del vivere in autocrazia, senza pensare troppo e reagire ancora meno.


Buona estate. Tornerò a settembre


Carlo Alberto Pari

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