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asfalto sfaldato

Chiaiese (candidato PD): il lungomare Carrà a Bellaria già da rattoppare

In foto: da Chiaiese
da Chiaiese
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Francesco Chiaiese, candidato del centrosinistra per le prossime amministrative a Bellaria Igea Marina, solleva la questione dei rattoppi sul lungomare Carrà invitando l’Amministrazione Comunale a fare chiarezza sull’intervento.
“Sul lungomare Carrà, tra i bagni 15 e 23, nei giorni scorsi è comparso l’ennesimo cantiere per i rappezzi del fondo stradale. Quel tratto di opera era stato consegnato nell’estate 2022 e presenta vistosi ammaloramenti, come peraltro era già avvenuto nel primo tratto consegnato nell’estate 2021”, spiega Chiaiese con foto a corredo.
“Il Comune, committente dei lavori eseguiti grazie ad un finanziamento della Regione ed un cospicuo contributo dei bagnini, deve spiegare il motivo di una così rapida vulnerabilità del fondo stradale – prosegue Chiaiese.
“L’impressione è che la progettazione sia stata carente e la scelta dei materiali inadeguata. La strada “rigida”, in un contesto “morbido” come la spiaggia, mostra tutti i suoi limiti. Ben altra scelta era stata fatta a cavallo del secolo per la riqualificazione della spiaggia di Bellaria Centro, con la maggior parte dei materiali posati a secco, ben più adattabili e facili da manutenere. A distanza di quasi 25 anni quella specifica riqualificazione di spiaggia appare ancora in ottimo stato. 
Nel lungomare Carrà, invece, l’asfalto si è sfaldato in svariate decine di punti e l’impresa esecutrice lo sta scarnificando per tentare il ripristino. Il fondo è multicolore e realizzato con una base di granella di pietra. Riprendere, com’erano in origine, colore e granulometria appare, ad ogni evidenza, pressoché impossibile. Per dirla come il proverbio, la pezza è peggio del buco. 
A ciò si deve aggiungere, purtroppo, che le sedute di pietra presentano numerose scheggiature, fin dalla loro posa. In pratica sono stati messi a disposizione delle cittadine e dei cittadini degli arredi rotti. Grave che sia stato permessa l’installazione di oggetti non sani.
Inoltre, appare molto discutibile la scelta di impiegare manufatti con angoli accentuati e dunque fragilissimi.
Il Comune ha il dovere di fornire alla cittadinanza e agli operatori di spiaggia, che anche con il loro contributo hanno permesso la realizzazione dell’opera, una credibile spiegazione sui motivi di una debacle costruttiva che è sotto gli occhi di tutti”.
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