Caldo e lavoro, l'Emilia Romagna vara l'ordinanza. Tutela anche per i rider
La Regione Emilia-Romagna ha emanato oggi un'ordinanza anti-caldo che sarà in vigore fino al 15 settembre: nei giorni con livello di rischio 'alto' sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nei piazzali della logistica. E da quest'anno il divieto comprenderà anche il lavoro nelle cave e i rider, per la consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita. Altra novità, l'anticipo e il posticipo di un'ora dei lavori dei cantieri edili e affini all'aperto sempre nel periodo compreso dall'ordinanza: si potranno svolgere attività rumorose temporanee in deroga ai regolamenti comunali.
L'ordinanza vale dunque anche per i magazzinieri che lavorano nei piazzali della logistica e per il lavoro di consegna merci tramite mezzi a pedalata, anche assistita. In quest'ultimo settore, quello dei cosiddetti rider, la parte organizzatrice "deve provvedere ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo di tempi di consegna e distanza massime di percorrenza, anche intervenendo sul proprio algoritmo se il lavoro è organizzato tramite piattaforma digitale".
L’ordinanza si applica ad ogni lavoratrice e lavoratore, senza alcuna differenza di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale, nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet http://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ - riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ ore 12 - segnalai un livello di rischio “Alto”.
L’Inail, nell’ambito del progetto Worklimate (Inail-Cnr), ha reso disponibile sul sito web www.worklimate.it le mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione al caldo, al fine di contenere tale rischio per i lavoratori, tanto più per chi svolge attività fisica intensa.
Con riferimento alle attività svolte dai concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di pubblica utilità e pronto intervento, i datori di lavoro adottano idonee misure organizzative finalizzate a salvaguardare le prestazioni dei servizi pubblici essenziali. La mancata osservanza degli obblighi indicati dall’ordinanza comporterà le sanzioni previste per legge (art. 650 c.p.), se il fatto non costituisce più grave reato.
L'ordinanza si applica inoltre, chiarisce la Regione, ad ogni lavoratrice e lavoratore, senza alcuna differenza di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale". Con riferimento poi alle attività svolte dai concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di pubblica utilità e pronto intervento, i datori di lavoro "adottano idonee misure organizzative finalizzate a salvaguardare le prestazioni dei servizi pubblici essenziali". La mancata osservanza degli obblighi indicati dall'ordinanza, chiarisce ancora l'ente, "comporterà le sanzioni previste per legge, se il fatto non costituisce più grave reato".
"L'ordinanza in vigore da oggi in tutta l'Emilia-Romagna - afferma l'assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia - ha l'obiettivo di offrire a tutte le lavoratrici e i lavoratori il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici, in particolar modo dall'impatto che questi hanno sulle persone che lavorano". L'anticipo di un'ora dei cantieri varrà, chiarisce Paglia, "ad eccezione dei Comuni turistici della costa che naturalmente hanno regole diverse, lascia comunque la possibilità a sindache e sindaci di intervenire con proprie ordinanze".










