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Batterie di pentole a 2.000 € senza recesso. Federconsumatori mette in guardia

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Dom 1 Dic 2013 10:00 ~ ultimo agg. 16 Mag 23:30
Tempo di lettura 3 min

Ti telefonano a casa, ti propongono un pacchetto viaggi gratuito (“sei stato selezionato tra pochi fortunati”) e ti spiegano che per ritirarlo dovrai fare solo una cosa: presentarti nella sala conferenze di un albergo e ascoltare alcune proposte commerciali ma senza alcun obbligo di acquisto. Proposte che in genere riguardano batterie di pentole con altri elettrodomestici abbinati. Poi per chi decide di resistere al pressing e non acquistare, non ci sono conseguenze. Per chi invece si fa allettare scatta il pericolo.
“I contratti – spiega alla trasmissione Tempo Reale l’avvocato Eleonora Pinna della Federconsumatorivengono fatti firmare subito sul posto (quindi in albergo) e i beni acquistati (batterie di pentole, frigoriferi, ecc) vengono immediatamente portati da addetti della società organizzatrice alla casa dell’acquirente. Una tecnica piuttosto invasiva.”
Nel caso seguito recentemente dalla Federconsumatori di Rimini la spesa dell’acquirente ammontava a 2 mila euro.
Ma dov’è il problema? “Il problema – spiega l’avvocato – è che l’azienda lascia intendere al compratore di non poter cambiare idea. In sostanza spiega che essendo i beni già a casa dell’acquirente e che per farli andare a riprendere la spesa è di circa 1000 euro, la restituzione non è conveniente: meglio quindi pagare i 2.000 euro pattuiti nel contratto piuttosto che spenderne quasi la metà senza avere nulla in mano.”
In realtà però le cose non stanno così. “Infatti – ricorda il legale – quando in questo caso abbiamo inviato la raccomandata con ricevuta di ritorno per esercitare il diritto di recesso, la società è tornata sui suoi passi e si è andata a riprendere i beni senza alcuna spesa per il cliente”.
Un caso emblematico.
“I consumatori – spiega l’avvocato Pinna – devono sapere che, a prescindere da quello che dice il venditore, nel momento in cui si stipula un contratto fuori dai locali commerciali ci sono 10 giorni di tempo per ripensarci ed esercitare il diritto di recesso senza alcun tipo di spesa a carico”.

Altra tipologia di vendita a rischio è quella telefonica. “E’ importante sapere che anche per telefono si possono stipulare contratti vincolanti, a prescindere dalla firma su un foglio. Ma anche in questo caso ci sono i dieci giorni per esercitare il recesso. Giorni che decorrono da quando il contratto arriva a casa e non dalla telefonata intercorsa.”
Ma i contratti vengono sempre inviati?
“E’ obbligatorio – afferma il legale della Federconsumatori – ma sempre più spesso i contratti cartacei non arrivano o arrivano in ritardo. Molti consumatori si rivolgono ai nostri sportelli perché si ritrovano in buchetta la bolletta del nuovo operatore senza che mai sia arrivato il contratto.”
E in questi casi la bolletta va pagata?
“Si può anche non pagare ma il mancato pagamento deve essere collegato ad un reclamo scritto. Senza reclamo la compagnia è autorizzata, ad esempio, a staccare il servizio.”
Un altra scorrettezza è legata al fatto che spesso gli operatori, che sarebbero tenuti a farlo, non avvisano il cliente nel momento in cui la telefonata viene registrata diventando “di fatto un contratto”.
“Addirittura – spiega la Pinna – ci è capitato di chiedere di poter risentire la telefonata ‘incriminata’ e ci è stato detto dalla società che hanno archivi molto limitati e la telefonata non c’è più.”
Un consiglio?
“Diffidare – conclude l’avvocato Eleonora Pinna – di tutti quelli che dicono di volerci regalare qualcosa”.
E’ un inizio.

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