Bandi concessioni. Prosegue la diatriba micro/macro, e i tempi intanto stringono
Restano le macro-aggregazioni, proposta arrivata da gruppi di bagnini riminesi, a tenere acceso il dibattito a Rimini sui bandi per le concessioni balneari. In particolare, dopo la presa di posizione critica dell'Associazione degli albergatori per l’ipotesi di grosse concentrazioni a Rimini sud, il Comune ha lanciato un’indagine conoscitiva, con scadenza il 18 settembre, per capire in quali aree del litorale c'è interesse a questa ipotesi, per avere una sorta di "panorama" prima di metterle a gara. Indagine che il Comune non esclude anche per le micro-aggregazioni.
I tempi però sono stretti: secondo il Consiglio di Stato, i bandi devono uscire entro marzo 2027. Una partita complessa e ancora incerta su temi come gli indennizzi e il bando tipo a livello nazionale non ancora ufficializzato. A difendere le microaggregazioni è anche Confcooperative Romagna-Estense: «Riteniamo che le micro-aggregazioni rappresentino la soluzione migliore per costruire un'integrazione reale tra la spiaggia, il commercio, l'artigianato, la ristorazione e le esperienze dell’entroterra - spiega Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense -. Soltanto unendoci come sistema territoriale, senza snaturare chi ha fatto la storia del nostro turismo, potremo evolvere verso i massimi livelli di accoglienza». Per accompagnare questo percorso di crescita, Confcooperative Romagna-Estense conferma la propria disponibilità ad affiancare gli operatori nel percorso di aggregazione in forma cooperativa, mettendo a disposizione servizi tecnici e strumenti finanziari in grado di coprire fino al 90% degli investimenti necessari.










