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l'editoriale della domenica

Assalto ai portavalori: pericolosità estrema, tutele scarse?

In foto: immagini VVFF
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di Carlo Alberto Pari   
Tempo di lettura 3 min
Dom 15 Feb 2026 07:30 ~ ultimo agg. 12 Feb 13:05
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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari

Purtroppo, ultimamente, con cadenza quasi mensile si registra un assalto ai furgoni portavalori. Sono azioni di guerriglia, dove solitamente, si blocca un’autostrada, si incendiano mezzi pesanti o automobili, si attacca il furgone portavalori con armi automatiche, si predispone l’apertura con cariche esplosive. In una situazione di pace, è difficile trovare eventi criminali così invasivi e devastanti. I rischi sono enormi, sia per le Guardie Giurate poste a difesa del mezzo, sia per i Cittadini che vengono coinvolti. Analizziamo il problema e riflettiamo su cosa auspicabilmente, si dovrebbe o potrebbe fare.
Punto primo. Se il servizio non lo svolgono le Forze di Polizia con mezzi, armi e scorte adeguate, significa che si deroga ai privati un’attività necessaria, estremamente complessa e rischiosa. Se si derogano gli oneri, si dovrebbero mettere gli operatori in condizioni di operare in sicurezza, avvalendosi non solo della necessaria formazione, ma anche di mezzi adeguati, altrimenti, a mio avviso, si scarica il rischio sui lavoratori e sulla cittadinanza involontariamente coinvolta. Punto secondo. Siamo di fronte ad una presunta dicotomia. Le Guardie Giurate, che per tipologia di lavoro operano nel campo della sicurezza, sono semplicemente incaricati di pubblico servizio, praticamente, senza alcun potere o tutela rispetto alle forze dell’ordine. Eppure, si chiede loro un giuramento di Fedeltà al Paese ed alle leggi; eppure, si derogano servizi armati e complessi. Appare difficilmente comprensibile e contrastante, richiedere fedeltà, senza offrire adeguate tutele. Inoltre, i loro stipendi sono generalmente molto più scarsi di quelli degli operatori delle forze dell’ordine, recentemente, è stato firmato un contratto di lavoro assai discutibile. Al riguardo il servizio di trasporto valori, si rasenta l’inverosimile. Ecco una descrizione in linea generale di ciò che di sovente accade. Chiusi in un furgone, solitamente in pochissimi, spesso senza scorte, con in dotazione pistole semiautomatiche o nei casi più sofisticati fucili a canna liscia, mentre i banditi, oltre agli esplosivi, hanno quasi sempre in dotazione armi lunghe automatiche. Da un punto di vista tecnico, in questi casi, gli elementi di difesa o se preferite di deterrenza “non appaiono in grado di contrastare adeguatamente”, per usare un audace eufemismo. Eppure, è la deterrenza il più importante mezzo per ridurre tali azioni criminali, perché renderebbe l’operazione estremamente complessa e pericolosa. Per farlo, servono normative a supporto, uomini e mezzi, adeguamento dei costi per chi usufruisce del servizio ( il risparmio è meno importante della sicurezza delle persone!), riduzione drastica dei massimali da trasportare, ergo, meno denaro e più viaggi, per rendere scarsamente appetibile l’azione criminale.
Riassumendo, per il bene dei lavoratori del settore, ma anche dei Cittadini che potrebbero essere coinvolti (immaginiamo il trauma, financo il terrore per i bambini), se lo Stato ha necessità di supporti privati per svolgere una parte dei compiti riguardanti l’annoso e complesso tema della sicurezza, dovrebbe offrire i necessari inquadramenti e le relative tutele alle Guardie Particolari Giurate. Infine, gli strumenti, gli armamenti, le dotazioni, le scorte, congrue ai compiti. La deterrenza è la fonte primaria di prevenzione per questi reati, significa rendere il rapporto rischio/beneficio estremamente svantaggioso per i delinquenti. Altrimenti, si rischiano gravissimi drammi, ed ancora una volta, si dovrà intervenire successivamente con il consueto decreto, per sopperire alle presunte carenze, che appaiono però, visibilmente conclamate.

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