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arresto non convalidato

Presunto usuraio torna libero, "manca la flagranza del reato"

In foto: l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Sab 14 Feb 2026 19:50 ~ ultimo agg. 19:57
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Ha respinto le accuse di tentata estorsione e usura nei confronti di una coppia di coniugi, suoi parenti, e, anzi, ha rivendicato la volontà di riavere indietro i circa 40mila euro prestati. L'imprenditore ucraino di 53 anni, arrestato quattro giorni fa a Cattolica, è tornato in libertà su ordine del gip di Rimini Raffaele Deflorio, che non ha ravvisato la flagranza dei reati. Infatti, quando i carabinieri della Compagnia di Riccione, l'hanno fermato, il cittadino ucraino non era in possesso della busta con all'interno i circa 27mila euro che, secondo i militari, sarebbero stati gli interessi usurari che pretendeva dalla coppia di connazionali. I soldi sono sempre rimasti nella vettura del connazionale.

Inoltre, sottolinea il gip, tutto l'impianto accusatorio si fonda esclusivamente sulle dichiarazioni delle persone offese, peraltro non sempre concordanti, e per stessa ammissione dei militari dell'Arma persino poco collaborative. Da qui la decisione di scarcerare il 53enne (fino a questo momento incensurato), così come richiesto dal suo difensore di fiducia, l'avvocato Alessandro Pierotti. L'uomo, però, avrà il divieto di dimora in Emilia Romagna, di comunicare o avvicinare le vittime e di espatriare. Il suo passaporto è stato ritirato dai carabinieri e gli è stato applicato il braccialetto elettronico. Lui insiste che la coppia di connazionali avrebbe cercato di incastrarlo e che dei circa 40mila euro prestati ne avrebbe ricevuti appena 10mila.

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