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Ok alla legge

Aree idonee: ecco dove si potranno installare le rinnovabili in Regione

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 28 Mag 2026 13:47 ~ ultimo agg. 14:08
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Dopo un anno e mezzo di stop e tribolazioni varie, arriva il via libera in Regione alla legge sulle aree idonee per le rinnovabili. Al voto in Assemblea legislativa insieme a 91 emendamenti e 11 ordini del giorno, la legge è stata oggetto di una vera riscrittura al termine di un autentico travaglio nella maggioranza di centrosinistra. Alla fine si è scelto un compromesso tra il pressing delle imprese del settore e le resistenze territoriali, in particolare nel mondo agricolo. "Oggi sono tante le imprese che chiedono di accelerare sulla transizione ma molti cittadini esprimono dubbi e perplessità. Non possiamo permetterci di ignorare ne' gli uni ne' gli altri", ha detto l'assessora all'Ambiente Irene Priolo tirando e somme della discussione. Secondo Priolo, infatti, la "domanda non è come fare la transizione ecologica, ma come farla senza spaccare il paese". Il provvedimento fissa un potenziale incremento di potenza installata fino a 10 GW entro il 2030 superiore al traguardo fissato a 6,3 GW. Luoghi prioritari per l'installazione saranno i tetti di capannoni industriali, case e coperture di parcheggi e aree già cementificate. La nuova norma prevede anche competenze specifiche in capo ai Comuni che potranno, ad esempio, vietare l'installazione degli impianti in una fascia di rispetto fino a 30 metri di distanza dalle zone residenziali. Si fissano inoltre limiti precisi per gli impianti rinnovabili su suolo agricolo, che non potranno occupare complessivamente più dell'1,5% della superficie agricola totale. Inoltre, in ogni territorio comunale, non si potrà superare il 2,5% della terra coltivabile.

Il relatore di minoranza Alessandro Aragona ammette che la legge è migliorata rispetto alla prima stesura. Ma "questa legge non raggiungerà gli obiettivi prefissati- è il pronostico del consigliere FdI - tant'è che abbiamo presentato un emendamento per eliminare l'obiettivo dei 10 gigawatt". La Lega, rivendica Tommaso Fiazza, "ha fatto la propria parte, portando in aula proposte concrete per difendere territori, agricoltura e piccoli Comuni dagli effetti di una corsa ideologica alle rinnovabili che nasce a Bruxelles e che il Pd continua ad alimentare anche in Emilia-Romagna". Ma il centrosinistra rivendica la bontà della sintesi finale, arrivata dopo un lungo e duro braccio di ferro interno. "Abbiamo provato ad affrontare le complessità senza cercare semplificazioni o approcci ideologici, sapendo che non sarebbe stato possibile costruire una legge perfetta", mette in chiaro il relatore di maggioranza Luca Sabattini. "Abbiamo fatto un lavoro vero, un lavoro serio- assicura Simona Larghetti di Avs- ci dispiace non essere riusciti a trovare la sintesi sull'eolico. Faccio fatica a capire perché in questa regione ci fidiamo di ogni settore economico ma continuiamo a guardare con sospetto chi fa eolico". Di un "delicato confronto di maggioranza" parla il 5 stelle Lorenzo Casadei, secondo il quale pero' "abbiamo perso troppo tempo".

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