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Ma servono infrastrutture

Ampliamento Fiera. Anche per albergatori e Confartigianato è un'opera strategica

In foto: il progetto per il cupolone
il progetto per il cupolone
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Redazione
   
Tempo di lettura 6 min
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Nel dibattito sull'intervento di ampliamento del quartiere fieristico riminese arrivano anche le ultime voci che finora mancavano all'appello: albergatori e artigiani. Secondo la presidente di Federalberghi Patrizia Rinaldis "si tratta di un'opera strategica per destagionalizzare, incrementare il PIL e l’occupazione". In linea anche Confartigianato: "la Fiera è un asset strategico per Rimini, ma ora servono le infrastrutture", in primis il terzo casello.

La nota di Federalberghi 

Per la Presidente Rinaldis, rappresenta un bellissimo segnale di coesione vedere tutte le categorie economiche unite a favore di un'infrastruttura di questa portata, si dimostra la maturità di un territorio che vuole continuare a crescere e a innovare. Riconoscere il valore strategico del turismo aiuta a prendere decisioni condivise e a contrapporsi a sterili discussioni.
“Condivido ciò che è stato detto da tutti i miei colleghi sul valore strategico del cupolone, è da anni che perseguiamo la strada della destazionalizzazione e oggi grazie alla Fiera, Palacongressi, Aeroporto, Parco del Mare e tra poco parleremo anche del Mare d'inverno, stiamo costruendo una città che vive tutto l'anno. 
Non si parla più di alta o bassa stagione ma di flussi diversi per ogni mese dell'anno, con una ricaduta sulla forza lavoro estremamente importante e con una continuità lavorativa sia per le imprese che per i lavoratori di più ampio respiro, dando un ulteriore stabilità al mercato dell'occupazione Riminese.
Ogni singolo evento richiamato su questo territorio rappresenta un valore aggiunto diretto e indiretto per l'intera filiera economica: dagli alberghi alla ristorazione, dal commercio ai servizi, dall’industria all’artigianato, dagli ordini professionali alle banche. 
A fronte di un investimento così decisivo, emerge però un tema cruciale, che necessita di risposte tempestive in primis la viabilità. Per garantire il pieno successo del Cupolone e la vivibilità della città, ogni opera deve perseguire in contemporanea la strada della sostenibilità ambientale.
In quest'ottica, diventa indispensabile spingere sull'acceleratore per la realizzazione dell'uscita del casello fiera, sul modello di quanto già sperimentato in altre importanti realtà fieristiche italiane. L'importanza della rete viaria non può essere sottovalutata: un collegamento autostradale diretto e fluido è la condizione necessaria per evitare imbuti di traffico, agevolare l'arrivo dei visitatori e rendere l'opera realmente efficiente e funzionale per l'intera comunità.”

La nota di Confartigianato

“Se ripercorriamo la storia di Rimini - sottolinea l'associazione - ci accorgiamo che ogni volta che la città ha scelto di investire sulla Fiera non sono mancate perplessità e polemiche. È accaduto negli anni Sessanta con i primi “capannoni blu” di via della Fiera e, più recentemente, con la realizzazione dell’attuale quartiere fieristico. In entrambi i casi, però, i fatti hanno dimostrato la capacità della Fiera di generare eventi, presenze e ricadute economiche. Anche il Palacongressi, che inizialmente suscitava perplessità, oggi non è più sufficiente a rispondere alla domanda generata dagli eventi che interessano Rimini”.

“La Fiera è ormai un asset strategico fondamentale. Ha permesso alla città di andare oltre la sola stagione balneare e di sviluppare un'economia dell'accoglienza e dei servizi durante tutto l'anno. Attorno a questo motore si muove una filiera molto ampia e le ricadute coinvolgono direttamente e indirettamente imprese, artigianato, commercio, ristorazione, ricettività e servizi”.

Confartigianato non nega le criticità legate alla mobilità: “I disagi per i cittadini e per chi arriva a Rimini in occasione dei grandi eventi sono reali e vanno affrontati. Ma proprio per questo il tema non può essere semplicemente se fare o non fare l'ampliamento. La domanda vera è come accompagnare lo sviluppo della Fiera con infrastrutture adeguate”.

Da qui la richiesta di un cambio di prospettiva: “Se riconosciamo alla Fiera un ruolo strategico a livello nazionale, europeo e mondiale, dobbiamo pretendere che sia sostenuta da infrastrutture all’altezza. Servono il potenziamento dei collegamenti ferroviari, una mobilità pubblica sempre più efficace e interventi sulla viabilità, compreso il terzo casello, per alleggerire il traffico diretto verso la città” - prosegue l'organizzazione -. “Non è vero che lo sviluppo e le infrastrutture debbano necessariamente essere messi in contrapposizione. La questione è avere una visione di lungo periodo e accompagnare gli investimenti con una programmazione coerente della mobilità, dei parcheggi e delle aree circostanti. È una responsabilità che riguarda il futuro della città”.

In questo quadro si inserisce anche il tema del terzo casello autostradale in zona Fiera. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto ad ASPI di valutarne la fattibilità insieme al Comune di Rimini e a Ente Fiera. L'ipotesi, che comprende lo svincolo e la bretella di collegamento con la Fiera, è al momento oggetto di uno studio di fattibilità e non è ancora stata progettata. Sono in corso le interlocuzioni tra MIT e Comune per definire un protocollo d'intesa finalizzato allo studio e all'eventuale progettazione dell'opera.

“Il fatto che si sia aperto un percorso di valutazione sul terzo casello va nella direzione che riteniamo necessaria - osserva Confartigianato -. Una Fiera di questa dimensione, con l'intento di investire duecento milioni di euro per il suo ampliamento, deve poter contare su collegamenti adeguati. Ora occorre accompagnare questo percorso con la necessaria determinazione, verificando la sostenibilità tecnica ed economica dell'intervento e arrivando, se le condizioni lo consentiranno, alla sua concreta realizzazione”.

Secondo Confartigianato Imprese Rimini, anche la mobilità alternativa all'auto deve essere maggiormente valorizzata: “Il trasporto pubblico e i collegamenti ferroviari possono contribuire ad alleggerire la pressione sulla viabilità, ma occorre anche far conoscere meglio queste possibilità a espositori e visitatori”.

L’associazione invita infine Rimini a superare la diffidenza che storicamente ha accompagnato i grandi progetti della città. “Rimini ha già dimostrato che investire sulla Fiera significa creare sviluppo e opportunità per tutto il territorio. Chi arriva per lavoro conosce la città, i suoi servizi e la sua offerta e può diventare anche un futuro visitatore. Per questo non dobbiamo fermarci davanti alle criticità, ma affrontarle tutti uniti. Il confronto non deve essere tra sviluppo e non sviluppo, bensì su come governare lo sviluppo e dotare la città delle infrastrutture necessarie. Per realizzarle non servono decenni: se dietro ci sono le persone giuste, possono arrivare in tempi rapidi”.

Confartigianato Imprese Rimini rappresenta una filiera di imprese che beneficia direttamente e indirettamente dell'attività fieristica e ritiene che questo sia un tema strategico per il futuro di Rimini. “Se vogliamo continuare a essere una capitale dell'accoglienza a 360 gradi, dobbiamo essere pronti a investire e a costruire le condizioni infrastrutturali per sostenere questa ambizione.

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