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Osservatorio Inca Cgil

Allarme infortuni sul lavoro. Numeri in forte crescita nel riminese e due morti

In foto: infortuni sul lavoro
infortuni sul lavoro
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Non arrivano buone notizie dall’Osservatorio su Salute e sicurezza sul lavoro di Cgil e Inca Emilia Romagna (su dati Inail). Nei primi sette mesi del 2026 sono morte in regione 48 persone (una in più del 2025)  e sono stati denunciati 48.221 (+7,1%). Le cose non vanno meglio in provincia di Rimini, anzi. Tra gennaio e luglio gli infortuni denunciati sono aumentati dell’11,9% salendo a quota 3.378. Due quelli con esito mortale rispetto al più rassicurante "zero" dello stesso periodo 2025. In generale la fascia di età più a rischio nel riminese è quella 41-65 anni dove si concentra circa la metà degli infortuni, seguita da quella 15-40 anni (39,9%). Da segnalare anche l’aumento degli infortuni nella fascia 1-14 anni (287 denunce contro le 244 del 2025). Numeri questi che fanno riferimento primariamente agli infortuni in ambito scolastico, per i quali gli alunni sono equiparati per legge ai lavoratori. A livello di settori, la maglia nera va ai servizi di alloggio e di ristorazione (12,6%), poi ci sono sanità e assistenza sociale (12,6%) e commercio all'ingrosso e al dettaglio/riparazione di autoveicoli (8,7%), con le costruzioni poco più indietro (7,3%). Numeri in forte crescita anche per le malattie professionali con 409 denunce in sette mesi in provincia (+15,2%). Oltre una su tre ha riguardato donne. Tra le patologie denunciate si rileva un'incidenza superiore alla media regionale per quelle legate al sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, che rappresentano il 71,1% del totale. Si registra anche un raddoppio delle malattie del sistema nervoso (con una incidenza quasi del 14%). 

I dati dell'Osservatorio della CGIL Romagna - per Rimini - confermano una crisi della sicurezza nei luoghi di lavoro ormai strutturale - rileva la Segretaria generale CGIL Rimini Francesca Lilla Parco -. Gli infortuni crescono dell'11,9%, le malattie professionali del 15,2%, con un balzo ancora più marcato delle patologie del sistema nervoso, che quasi raddoppiano la propria incidenza passando dal 7,0% al 13,7%. Anche i due infortuni mortali registrati da inizio anno, dopo un periodo senza casi, sono un segnale che non possiamo permetterci di ignorare. Nel comparto dell'alloggio-ristorazione e in quello sanità-assistenza l'aumento degli infortuni conferma condizioni di lavoro complesse, che non vedono evidentemente un’adeguata attenzione da parte del mondo delle imprese. L'aumento degli infortuni nella sanità, nell'alloggio e nella ristorazione rende ancora più urgenti le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse da CGIL: sanità e appalti sono centrali per un cambio nella qualità della vita degli italiani. Serve assicurare - oltre ad un accesso equo alla sanità pubblica - qualità nel lavoro di assistenza e cura, e un sistema di appalti che non continui a comprimere diritti e salario. Chiediamo al Governo interventi urgenti: rafforzamento e maggiori investimenti nei servizi pubblici di prevenzione e controllo, leggi per una maggiore qualità negli appalti, investimenti adeguati nella sanità pubblica e per la non autosufficienza.

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