Aeradria, i commenti del giorno dopo. Magrini: sciacallaggio politico; 5 Stelle: preferiamo tacere


A fronte di una richiesta di rinvio a giudizio sull’inchiesta Aeradria definita presumibile, il segretario provinciale del Pd Juri Magrini parla di sciacallaggio politico da parte del Movimento 5 Stelle e del PdL impegnati in “un vero e proprio processo al Pd ed alla sua classe dirigente.” “Appare a dir poco ridicolo – commenta Magrini – sostenere che il Pd abbia messo in campo un sistema truffaldino per mantenere le posizioni acquisite.” Il segretario del Pd risponde poi nel dettaglio “al parlamentare Europeo Affronte sfugge che i nostri amministratori (per altro non solo del Pd) hanno messo in campo tutte le possibilità per mantenere operativo l’aeroporto di Rimini che rappresenta una infrastrutture strategica per tutta l’economia riminese.” E “al consigliere Mauro del Pdl consiglio di guardarsi in casa propria e di tenere, se gli riesce, un atteggiamento più coerente con le note posizioni del Pdl (ora Forza Italia) su tutte le vicende giudiziarie che riguardano loro esponenti politici ad iniziare da Berlusconi accusatorio è quello della fine indagine del maggio scorso senza ulteriori elementi accusatori.”
Nel merito dell’inchiesta, per Magrini è “importante che si sia giunti ad una prima fase del processo giudiziario” in cui “si apre un confronto vero tra accusa e difesa di fronte ad un giudice terzo.” Augurandosi “che questa prima fase del procedimento giudiziario avvenga in tempi rapidi per evitare strumentalizzazioni politiche a ridosso della prossima campagna elettorale per le amministrative di giugno”, il segretario del Pd sottolinea “la presumibile richiesta di archiviazione da parte della Procura per altri 15 indagati. Tra loro vi sono dirigenti ed amministratori del Pd che già nella fase di indagini hanno potuto dimostrare la loro estraneità e buona fede. Anche per questa ragione la piena fiducia nella Magistratura non è una frase di rito ma sostenuta da sentenze già emesse in procedimenti collaterali (Cassazione sul dissequestro di beni sequestrati dalla Procura di Rimini ad alcuni indagati) e dalla consapevolezza del lavoro scrupoloso che verrà svolto nelle prossime settimane.”
Sulla stessa linea l’onorevole del partito democratico Tiziano Arlotti. “Le richieste di rinvio a giudizio della Procura di Rimini (e va ancora una volta specificato, anche se evidentemente non è chiaro a tutti, che sono richieste e non rinvii a giudizio) per la vicenda di Aeradria non cambiano di una virgola le cose già conosciute. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che questo provvedimento avrebbe avuto tempi lunghi e mi pare comunque che già il dissequestro dei beni degli accusati a settembre sia stato un elemento significativo e di novità, rispetto a un quadro conosciuto da oltre un anno. Senza dimenticare che lo stesso Procuratore capo ha affermato che nessuno degli indagati ha preso un centesimo per sé. Sull’onestà nessun dubbio, dunque. Ora queste 19 persone potranno finalmente esporre e chiarire quali siano state le volontà politiche per la gestione dell’aeroporto “Fellini”, infrastruttura strategica per il contesto economico e sociale del nostro territorio oggi e 10 anni fa.”
Anche dal parlamentare arriva una tirata d’orecchi a Gennaro Mauro “che dopo essere tornato in un partito iper-garantista come il PDL, ora con una sommaria requisitoria chiede che il PD faccia ritirare al sindaco Andrea Gnassi la propria ricandidatura, dichiarandolo ineleggibile motu proprio. Non so se ridere o piangere… ma questo è ciò che passa una certa politica oggi. La Direzione del PD di Rimini ha approvato unanimemente la ricandidatura di Gnassi per il secondo mandato, scelta che condivido e sostengo pienamente”.
Della vicenda Aeradria “abbiamo parlato quando tutti tacevano, forse da sempre” – dicono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Gianluca Tamburini, Carla Franchini e Marco Fonti – E lo abbiamo fatto affinché il Fellini potesse essere salvato. Non siamo stati ascoltati. I tre voli a settimana del Fellini oggi ne evidenziano le conseguenze. E dunque, ora che in troppi parlano, preferiamo tacere. La Giustizia è affidata ai giudici e farà il suo corso. La politica ha un altro compito. Ed è a quello che abbiamo deciso di dedicare tutto il nostro massimo impegno.”
Massima fiducia nella magistratura ma anche nei confronti della classe dirigente del partito democratico. Lo scrivono in una nota congiunta il capogruppo del Pd Mattia Morolli e il segretario comunale del partito Alberto Vanni Lazzari. “A questo punto, finalmente – dicono i due, facendo eco a quanto già detto dal segretario provinciale Magrini – auspichiamo che l’indagine faccia il proprio corso all’interno dei tempi e delle modalità stabilite, mentre il Partito Democratico di Rimini proseguirà convintamente nel progetto di azione politica per la città, su cui la direzione comunale si è espressa all’unanimità affidando un nuovo mandato al sindaco Andrea Gnassi. I tempi della responsabilità politica devono rispondere a date certe come nel caso delle prossime elezioni amministrative, per questo andiamo avanti con determinazione e serenità; le persone coinvolte nelle indagini potranno dimostrare la correttezza del proprio operato, di cui siamo certi, al giudice per le indagini preliminari. Sottraendo l’unica leva elettorale in mano, sino ad ora, alla multiforme compagine d’opposizione dedita a tempo pieno allo sciacallaggio politico.”
Di tutt’altro avviso invece il coordinatore provinciale di Forza Italia Giulio Mignani: “la richiesta di rinvio a giudizio – scrive Mignani – avanzata dalla Procura di Rimini, non ci sorprende. Anzi: ci avrebbe sorpreso il contrario. Un’infrastruttura strategica come il Fellini chiuso per bancarotta della società di gestione: che qualcuno debba spiegare ad un giudice cosa sia successo, ci pare il minimo.” Premettendo di non voler emettere sentenze anticipate, il coordinatore di Forza Italia punta l’indice sulle responsabilità del Partito Democratico. “Qualora il GIP accogliesse la richiesta – scrive Mignani – a processo non andranno solo Gnassi, Vitali, Fabbri, Pironi e gli altri illustri indagati. Ci andrà un intero sistema che da decenni ha invertito le gerarchie istituzionali di governo del nostro territorio. Una classe politica talmente radicata nel proprio potere da occuparsi solo di mantenerlo e affetta da una grave forma di miopia che, distorcendo la realtà, faceva apparire il Partito come sovraordinato alle istituzioni. Il partito decide. Le Amministrazioni si limitano a ratificare. In questa dimensione politica parallela, tutto è concesso: anche dimenticarsi della buona amministrazione aziendale. Un aeroporto è in ultima analisi un’azienda e come tale va amministrata, il che non può avvenire se la politica soffoca ogni decisione.” “Possiamo attendere l’esito del processo conclude – ma dobbiamo contestare che il danno è fatto e non sarà sapere di chi è la colpa a fare tornare i voli. L’”Aeromorto” di Rimini è lì per ricordarci che gli Amministratori non hanno ben amministrato, non hanno fatto il loro dovere.”
Dopo averlo fatto a caldo ieri, torna a parlare anche il capogruppo del Pdl Gennaro Mauro ricordando la lettera di patronage firmata nel 2011 da Gnassi e le scelte degli amministratori di centro sinistra che hanno determinato il fallimento di Aeradria. Per Mauro se il Gip decidesse per la citazione a giudizio del sindaco, il Partito Democratico riminese si troverebbe a decidere se attenersi o meno alle indicazioni del suo codice etico. “La posizione del centrodestra è chiara, i reati di cui è accusato il sindaco Gnassi sono gravissimi – scrive Mauro – e se dovesse essere emesso fra qualche settimana nei suoi confronti un decreto che dispone il giudizio o la citazione diretta a giudizio il Partito Democratico riminese deve decidere se attenersi o meno alle indicazioni contenute nel codice etico approvato all’unanimità solo un anno fa da tutti gli esponenti della commissione parlamentare antimafia. La politica ha preso un impegno, quelle di invitare le formazioni politiche, movimenti e liste civiche che vogliono impegnarsi in competizione elettorale, a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati coinvolti in reati di criminalità organizzata contro la pubblica amministrazione, di estorsione ed usura, di traffico di stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti e di altre gravi condotte. Non vorremo trovarci fra qualche anno alle prese con la legge Severino e con lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rimini. Il Partito Democratico riminese e l’onorevole Arlotti ci dicano chiaramente di non voler rispettare le indicazione della commissione antimafia, senza giochi di parola.”