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fatto di lieve entità

A Riccione in Maserati spacciandosi per diplomatico, nessuna pena per un 49enne

In foto: La Maserati fermata dalla polizia Locale di Riccione
La Maserati fermata dalla polizia Locale di Riccione
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 6 Nov 2025 19:49 ~ ultimo agg. 7 Nov 11:46
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Si era spacciato per un diplomatico di Malta e sulla sua Maserati, con targa italiana, era affissa addirittura la relativa placchetta di appartenenza al Corpo. Per quelle sue affermazioni, rivolte agli agenti della polizia Locale di Riccione, durante un controllo avvenuto nel novembre del 2023, fu denunciato per false attestazioni a pubblico ufficiale. Da quella denuncia n'è scaturito un processo davanti al tribunale monocratico di Rimini che si è chiuso questa mattina (giovedì) con il riconoscimento del reato senza però l'applicazione di alcuna pena, considerate la lieve entità del fatto e l'incensuratezza dell'imputato, un 49enne originario di Napoli ma residente a Riccione. La richiesta del pubblico ministero era stata di condanna a 8 mesi.

All'epoca dei fatti una pattuglia della polizia Locale di Riccione intimò l'alt in viale Dante ad una Maserati con affisse placchette di appartenenza al corpo diplomatico. Il veicolo era già stato segnalato in precedenza al comando ed era stato inserito nella black list di controllo sui varchi di lettura targhe e pertanto erano state avviate indagini sul mezzo e sul suo utilizzatore, contattando direttamente le autorità diplomatiche maltesi in Italia. Nel corso del controllo il conducente esibì il tesserino del Corpo diplomatico maltese, dichiarando di godere di immunità diplomatica. Dall'approfondimento degli agenti emerse che sulla Maserati pendeva un pignoramento da parte della Agenzia delle Entrate per debiti con il fisco. L'auto fu quindi posta sotto sequestro e messa nella disponibilità dell’istituto di vendite giudiziarie di Rimini. Sequestrati anche gli scudetti, imbullonati all’auto del Corpo diplomatico, unitamente al tesserino esibito dal conducente, in quanto da accertamenti effettuati presso l’ambasciata maltese, il 49enne era risultato non godere di alcuna immunità. Da qui la successiva denuncia per all’autorità giudiziaria per falsa attestazione a pubblico ufficiale.

Durante il processo il 49enne campano si era giustificato parlando di un equivoco scaturito dal fatto di appartenere ad una Ong con sede a Malta, l'International Organization for Diplomatic Relations, nota anche come "Corrispondenti Diplomatici". Il suo difensore, l'avvocato Giuseppe Lomuti del Foro di Potenza, aveva chiesto il non luogo a procedere.

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