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primo passo a riqulificazione

520mila euro per acquisizione ex colonia Murri. Il consiglio approva proposta

In foto: la ex colonia Murri
la ex colonia Murri
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Ven 17 Apr 2026 17:02 ~ ultimo agg. 17:22
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Con 17 voti favorevoli, 11 astenuti e nessun contrario, il Consiglio Comunale di Rimini ha approvato la proposta di concordato fallimentare per l’acquisizione da parte del Comune di Rimini del diritto di superficie dell'ex Colonia Murri e dal Parco Mediterranea. Si tratta della condizione necessaria per avviare un percorso di riqualificazione del complesso.
 
Ad illustrare l’atto gli assessori Valentina Ridolfi e Francesco Bragagni che hanno ripercorso le tappe che hanno segnato la vicenda del compendio immobiliare, oggi in capo alla curatela fallimentare della società Rimini&Rimini. La società è titolare del diritto di superficie di durata novantennale dal 2011, finalizzato alla realizzazione di un programma di interventi per il recupero dell'immobile e la sua riconversione a fini commerciali non alimentari. Il Piano Particolareggiato prevedeva un termine di attuazione di 10 anni dalla data di sua approvazione, termine che, per effetto delle varie proroghe di legge succedutesi negli anni, scadrebbe ad oggi nel 2031. Se la proposta di concordato sarà accolta (520mila euro, già stanziati nel bilancio di previsione), l’Amministrazione potrà dunque entrare nella piena proprietà dell’area, proponendosi dunque come interlocutore unico con i soggetti privati e gli operatori che manifesteranno interesse ad investire.
 
"È tutt’altro che semplice creare le condizioni per rilanciare una delle grandi incompiute della riviera romagnole - ha commentato il sindaco Jamil Sadegholvaad -. Lungo i 70 km della costa adriatica, fino ai lidi ravennati, sono circa 250 le colonie censite, di cui almeno i 2/3 sono ancora edifici inutilizzati e abbandonati. A Rimini, va detto, abbiamo alcune tra le più belle. Per chi amministra le colonie rappresentano una potenzialità e un rammarico. Per i cittadini, invece, la più incomprensibile e inspiegabile delle questioni. I vincoli normativi rendono oggettivamente non appetibili gli investimenti da parte dei privati su molte di queste strutture
Non credo, e lo dico con dati oggettivi alla mano, che i progetti di restauro e rifunzionalizzazione delle colonie marine passino da finanziamenti pubblici, almeno in via esclusiva. Per risorgere le colonie devono essere considerate spazi del possibile e non del sogno. L’atto approvato dal Consiglio si muove proprio in questa direzione: creare le condizioni affinché si possano trovare privati interessati alla riqualificazione della Colonia Murri. È un obiettivo non semplice, sia chiaro".
 
Sadegholvaad ha poi fatto il punto anche sulle altre colonie: "Sulla Novarese stiamo lavorando con l’Agenzia regionale del demanio per la sdemanializzazione del Talassoterapico e mettere così tutto il comparto a bando per un possibile interessamento del privato. Senza questo passaggio, è difficile che qualcosa si possa muovere. Quale privato investirebbe su una struttura con concessione in scadenza nel 2031, tra cinque anni? Per quanto riguarda la Bolognese, sappiamo che c’è un privato serio che sta lavorando al progetto di riqualificazione. E infine l’ex Enel: da lunedì inizieranno i lavori di cantierizzazione per la demolizione dell’immobile, che permetteranno di liberare cento metri lineari vista mare, restituendo uno spazio alla città".
 
Sul tema Condhotel: "Personalmente credo che i Condhotel possano essere una leva importante per la riqualificazione e per l’elevazione qualitativa del nostro sistema ricettivo. Il problema è di carattere normativo: la legge prevede che possa essere destinata a unità abitative residenziali fino al 40% della superficie utile, calcolata sulle sole camere. Una norma che ritengo troppo penalizzante per un privato che vuole investire e che da tale investimento si aspetta di rientrare. Credo sarebbe opportuno un intervento del neo Ministro al turismo, perché si riveda questa norma rendendola più accattivante per il privato che voglia investire e si calcoli la percentuale del 40% su tutta la superficie e non sulle sole camere. Auspico che la minoranza consigliare possa farsi portavoce col Ministro, lavorando tutti nella stessa direzione".
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