Nella Casa Circondariale di Rimini il sovraffollamento resta un problema grave e in rapido peggioramento. L’istituto è idoneo a ospitare 118 persone, ma il Ministero si riserva di applicare la sentenza pilota Torregiani della Corte di Giustizia Europea che indica 3 i metri quadri a detenuto per non considerare la detenzione “trattamento inumano e degradante”, e questo porta per Rimini una capienza massima tollerabile di 165 persone. Il 31 dicembre erano 169. Come da tradizione, l'ultimo giorno dell'anno una delegazione dei Radicali ha fatto una visita in carcere. Erano presenti Ivan Innocenti, Fausto Battistel e Giovanni Benini. "Già nell’Istituto il Magistrato riconosce da anni ai detenuti ristretti nella prima sezione i Trattamenti Inumani e Degradanti per lo stato dei luoghi
di detenzione. Però ormai è l’intero Istituto luogo di Trattamenti Inumani e Degradanti" sottolineano i tre che hanno visitato tutte le 6 sezioni e l’infermeria.
"Il clima si presenta disteso e il rapporto tra detenuti e personale sereno".
Il gruppo è rimasto colpito da un ragazzo poco più che ventenne tenuto in cella di isolamento a causa di tensioni, atti vandalici e violenti all’interno dell’istituto. "La situazione risulta penosa nel vedere un giovane ragazzo in quello stato. Ci si domanda se quello sia il percorso trattamentale più idoneo per quella età".
Molti detenuti lamentano problemi nella spesa del sopravvitto e ritardi nella disponibilità e nel ricevimento dei resoconti. All’ingresso del carcere, dove entrano i familiari e i visitatori, è presente una cassa automatica che consente di versare sui conti dei detenuti, "buon servizio che però necessita poi di essere amministrato rapidamente. I ritardi sono fonte di tensione e problemi. Non poter telefonare alla famiglia o non ricevere le poche cose della spesa per la pulizia e i pasti
sono fonte di tensione e insoddisfazione".
La sezione semiliberi è ancora senza porte nel bagno. I semiliberi sollevano la necessità di una lavatrice. Tutti lamentano che non sono ammessi alimenti dall’esterno, i cosiddetti pacchi dei parenti e amici.
L’area sanitaria vede la presenza di uno psicologo per 24 ore settimanali. "Presenza totalmente inadeguata per un possibile percorso trattamentale
per le 169 persone presenti. Come lo psichiatra presente solo alcune ore alla settimana. Il carcere è luogo di sofferenza mentale, i detenuti saranno
poi dimessi. Quali persone libere vogliamo che il carcere produca?"
Dei 169 detenuti presenti 80 vengono indicati come tossicodipendenti, 78 risultano stranieri. I detenuti semiliberi avviati al lavoro sono 7, i lavoranti interni in articolo
21 sono 3. Meno del 6% della popolazione carceraria riminese. "Nulla, grave se si considera che il lavoro è la maggiore ragione di emancipazione dei detenuti".
"Nel complesso - conclude la delegazione - l’impressione che si conferma è che la Casa Circondariale di Rimini sia un corpo estraneo alla citta. Il tutto si regge sul personale da sempre in carenza e le sue risorse umane e professionali e sulla sopportazione di condizioni inumane di vita da parte dei detenuti. Come diceva Marco Pannella è necessaria una amnistia, non per le persone detenute, ma per la Repubblica che viola Carta Costituzionale e Carta Europea dei Diritti Umani".























