Indietro
menu
Commento di Kristian Gianfreda

In Italia il 12.5% dei minori si trova in condizioni di povertà assoluta

In foto: openpolis povertà minorile italia
openpolis povertà minorile italia
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
Tempo di lettura 5 min

Secondo un'indagine di Openpolis, nel 2025 il 12,5% dei minori in Italia si trovava in condizioni di povertà assoluta. In termini assoluti parliamo di 1,13 milioni di persone.

"Se ne sta parlando in questi giorni, a seguito delle manifestazioni che nelle grandi città del Paese hanno visto protagonisti spesso minorenni - scrive il rapporto di Openpolis - Più che un’emergenza, la povertà assoluta tra i giovani è diventata una condizione strutturale, a cui il paese sembra essersi abituato. Basti pensare che l'11,2% delle famiglie con figli oggi è in povertà assoluta".

Sul tema è intervenuto proprio oggi anche l’Assessore alla Protezione sociale del Comune di Rimini, Kristian Gianfreda.

“Openpolis ha appena pubblicato un’analisi che conferma un dato su cui riflettere. In Italia la povertà assoluta tra i minori ha raggiunto il livello più alto mai registrato. Secondo le stime Istat del 2025, sono circa un milione e 136mila i bambini e i ragazzi in questa condizione, il 12,5% di tutti i minorenni. Oggi sono loro la fascia di popolazione più esposta. Nelle famiglie con figli il rischio cresce con il numero dei componenti: l’incidenza è del 7,8% con un figlio, del 10% con due e del 17,7% quando i figli sono tre o più.

Dentro questo quadro, l’analisi si concentra su un indicatore preciso: la quota di famiglie monoreddito con bambini sotto i sei anni, in cui lavora una sola persona. È una condizione che espone di più al rischio di impoverimento, soprattutto in una fase in cui il costo della vita pesa sui bilanci familiari. A Rimini questa quota è scesa dal 24% del 2015 al 18,4% del 2022, con un calo costante anno dopo anno. Lo stesso andamento si osserva in tutti i comuni della provincia. Nei quattordici comuni per cui il dato è disponibile, la media passa dal 32,1% al 22% (vedi scheda).

È un segnale positivo, che va letto però senza trionfalismi. Significa che sempre più nuclei con figli piccoli possono contare su due redditi, e quindi su una maggiore tenuta economica, anche se c’è ancora circa una famiglia su cinque con bambini piccoli che vive con un solo stipendio. Ed è proprio lì che deve concentrarsi l’impegno di un’amministrazione: quando c’è un solo reddito e ci sono bambini piccoli, un imprevisto può mettere in difficoltà l’intero equilibrio familiare. Affitto, bollette, spese quotidiane e necessità di conciliare lavoro e cura possono diventare ostacoli pesanti. Per le famiglie numerose questi bisogni si moltiplicano e richiedono risposte adeguate.

Il Comune di Rimini ha in questo contesto l’obiettivo di lavorare su più fronti, trasversali ai diversi settori dell’amministrazione comunale. Per il 2026 il Comune ha messo a disposizione 300mila euro attraverso lo Sportello sociale per sostenere persone e famiglie in forte svantaggio, aiutandole ad affrontare spese essenziali come affitto e utenze, sulla base della valutazione dei servizi. A questo si affianca il bando per le famiglie numerose, sostenuto da 47mila euro di risorse regionali e rivolto ai nuclei con quattro o più figli fiscalmente a carico e un Isee non superiore a 25mila euro, di cui nel 2026 beneficiano 126 nuclei famigliari. A questi interventi si affianca il lavoro del Centro per le Famiglie e del servizio Home Visiting, che accompagna i genitori nei primi anni di vita dei bambini, prevenendo fragilità e isolamento.

Gli aiuti economici devono accompagnarsi a servizi capaci di sostenere l’organizzazione quotidiana delle famiglie. In questa prospettiva è significativo quanto emerge dal settore educativo: 110 bambine e bambini da zero a sei anni iscritti in più complessivamente. Non è un risultato casuale. È la conseguenza di una scelta precisa dell’Amministrazione: investire sulla primissima infanzia, ampliare la rete dei servizi e renderli più accessibili. Lo stesso vale per il tempo scuola. I ritmi delle famiglie e del lavoro sono cambiati, e i genitori chiedono servizi che accompagnino l’intera giornata dei figli. A queste si affiancano esperienze già attive come i contributi per la frequenza dei centri estivi, finanziati con il Fondo Sociale Europeo, che anche quest’anno hanno garantito fino a 300 euro per ogni bambino alle famiglie con ISEE fino a 26mila euro. Un nido o un pomeriggio a scuola in più significano, molto concretamente, la possibilità per un genitore di mantenere o trovare un lavoro.

La stessa attenzione deve riguardare le opportunità fuori dalla scuola. Con la Borsa di Sport il sostegno alla pratica sportiva giovanile raggiunge circa duecento famiglie in condizioni di fragilità economica.

Sostenere le famiglie vuol dire sostenere la natalità, l’occupazione femminile e la vitalità della nostra comunità.
Il calo registrato dai dati ci incoraggia a proseguire, ma non ci basta. L’obiettivo è che a Rimini avere figli sia accompagnato da servizi adeguati e da una rete di comunità solida, costruita insieme al Terzo settore e a tutte le realtà che ogni giorno si prendono cura delle famiglie.”

Altre notizie
di Andrea Polazzi
VIDEO
Sponsor
PARTNER EDITORIALI
Partner
COLLABORATORI EDITORIALI
Acli Rimimi Mille piedi La formica Educaid Carits San Giuseppe Arcobaleno Cittadinanza Onlus Pachamama Associazione Zavatta Volontarimini