di Redazione
Mer 13 Mag 2026 16:32 ~ ultimo agg. 16:37
L'assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda è intervenuto sul dibattito in merito alle difficoltà della categoria degli educatori, emerso sulle cronache regionali in questi giorni.
“Condivido le preoccupazioni espresse negli ultimi giorni dalle autorità religiose e dai vari livelli istituzionali regionali e locali, nonché dagli educatori riminesi rispetto alle difficoltà che stanno attraversa un’intera categoria di occupati di cui troppo spesso non si ricorda il ruolo fondamentale - dichiara Gianfreda - Donne e uomini, soprattutto giovani, che contribuiscono alla tenuta del welfare delle nostre comunità, svolgendo un compito di altissima responsabilità, la cui portata in termini di impegno e di ambiti di azione continua a crescere.
Anche nella nostra provincia sono migliaia i professionisti del sistema socio-educativi impegnati in ambiti come l’assistenza scolastica in ogni grado e livello, la cura degli anziani, il supporto agli adulti e alle famiglie che si trovano in condizioni di povertà e fragilità, l’affiancamento a chi ha disabilità fisiche o psichiche: è evidente che a fronte di una domanda crescente, legata all’evoluzione delle condizioni socio economiche, all’invecchiamento della popolazione, al disagio infantile e adolescenziale emergente - è indispensabile garantire un trattamento retributivo oggi sottodimensionato e condizioni di lavoro in grado di trattenere le risorse umane a disposizione, riconoscendo un compenso economico adeguato e prospettive di futuro solide.
Una progressiva e perdurante carenza di educatori può finire per incidere sulla possibilità di portare avanti da parte degli enti locali, delle cooperative e della realtà del terzo settore tanti progetti che oggi rappresentano il valore aggiunto e la spina dorsale del nostro sistema di welfare, come la possibilità dei ragazzi di andare a scuola adeguatamente supportati o di svolgere altre attività indispensabili per la loro crescita formativa.
L’auspicio è che grazie alla sensibilizzazione maturata in questi giorni e al lavoro che sta portando avanti la Regione Emilia-Romagna, si possa arrivare a discutere anche a livello nazionale di un provvedimento che possa finalmente dare il giusto riconoscimento, economico e professionale, a questa categoria di operatori di cui le nostre comunità non possono fare a meno”.
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