L'ordinanza regionale "anticaldo", obbliga le azienda a valutare il rischio da stress termico e, nei giorni in cui la mappa Worklimate segnala rischio "ALTO", sospendere l'attività nelle ore centrali oppure adottare misure organizzative alternative realmente strutturate, comunicandole preventivamente a RLS/RLST e organizzazioni sindacali. Non basta, cioè, subire la norma: va governata, con scelte trasparenti e verificabili.
Eppure, da giugno ad oggi, FILLEA CGIL Rimini prosegue a monitorare per quanto possibile i cantieri sul territorio provinciale, "informare i lavoratori sui loro diritti in materia di caldo estremo - dichiara Andrea Pracucci, segretario generale FILLEA CGIL Rimini - e trasmettere segnalazioni circostanziate agli organi competenti riguardo ai cantieri che, a nostro avviso, non applicano correttamente le disposizioni anticaldo. Un lavoro capillare, ma che — va ribadito — non può sostituire un sistema di vigilanza istituzionale strutturato".
"Ed è proprio su questo punto - prosegue Pracucci - che emerge la contraddizione più evidente. A fronte di un'emergenza climatica ormai conclamata, appare quanto meno singolare che agli RLST e alle Organizzazioni sindacali non sia stato trasmesso, ad oggi, un solo piano di riorganizzazione alternativo alla sospensione dell'attività. Non si tratta di un dettaglio procedurale: queste modifiche, per essere legittime, devono passare attraverso una modifica formale dei DVR aziendali — un passaggio che, a quanto risulta, semplicemente non sta avvenendo".
Secondo il FILLEA CGIL i controlli sono troppo pochi, e non si avverte alcuna reale deterrenza del sistema sanzionatorio, a fronte dei circa 800 i cantieri edili attivi.
"Per efficientare l'intervento, e considerato che in alcuni territori la polizia municipale è già impiegata per vigilare sul rispetto delle ordinanze antirumore, si potrebbero estendere quei controlli anche alla verifica delle ordinanze anticaldo: i cantieri sono attorno a noi, e tutti li vediamo operativi nelle ore più calde della giornata.
Lo scarto tra normativa e applicazione è sotto gli occhi di tutti, e va sanato".





















