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il 2 novembre

Alla vigilia di Ecomondo il Fuori Salone di Basta plastica in mare

In foto: fuorisalone ecomondo
fuorisalone ecomondo
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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A Rimini anticipazione ecologica di Ecomondo. Si svolge lunedì 2 novembre l’incontro dell’associazionismo e del volontariato promosso da Basta plastica in Mare Network con protagonista il mare.
L’avventura è iniziata neppure un anno fa. A FUORISALONE 2025 si era lanciata l’idea di creare una catena di solidarietà, connessa tra città e paesi di mare che più di altri sono colpiti dalle
inesauribili ondate di rifiuti in plastica di ogni genere che dai mari arrivano sulle loro coste. Non solamente un problema estetico ed economico, ma anche di grave inquinamento di
micro e nanoplastiche non intercettabili in mare, nell’aria, nella terra, così come nell’acqua che beviamo.
Un danno alla natura e alla salute che non è più giustificabile ed è necessario interrompere. Per prima cosa fermando l’abuso e la dispersione di oggetti monouso. Abbiamo quindi chiesto ai
comuni d’Italia di occuparsene direttamente. Divulgando una campagna di informazione soprattutto in ospedali e scuole, sulla riduzione negli acquisti, ovunque possibile, soprattutto
confezioni dei beni alimentari nei quali si trasferiscono le molecole.
Ecco dunque la campagna di pubblica utilità basata sul “Decalogo del Buon Consumatore”: fumetti di impatto facile e immediato. Attraverso la collaborazione della rete tra comuni,
associazionismo ed enti, alla quale si aggiunge la Direzione generale dell’Ausl Romagna, sarà distribuito nelle sale d’attesa degli ospedali, gli istituti scolastici e gli ambulatori medici.
Siamo partiti dalla Romagna, Rimini, Bellaria-Igea Marina e Riccione e dalla delibera di giunta di ieri anche Cattolica, insieme all’Abruzzo del mare, Vasto, Termoli, Rocca San
Giovanni e Montenero di Bisaccia nel Molise, le Marche con già Ancona e presto Pesaro. In divenire dalla Sicilia, Messina e Lipari, con Livorno sull’altra riviera.


Rimini e mare: un binomio inscindibile. E’ stato il volontariato dell’associazione Basta Plastica in Mare in concomitanza al decennale dalla sua fondazione che nel febbraio scorso
insieme ai comuni di Rimini e Vasto, ha creato l’Alleanza, dando vita a un network intorno all’Italia, per promuovere il coinvolgimento diretto delle comunità del mare. La finalità è proteggere
l’ambiente e la salute, dal flagello del terzo millennio: l’accumulo, la dispersione e l’impossibile riciclo della plastica. Come? Informando i cittadini/consumatori dei danni alla nostra salute, e comprovati dalla scienza, sulle interferenze endocrine che nano e microplastiche provocano raggiungendo il corpo umano attraverso la catena alimentare. Consapevoli che “il marketing siamo noi”, siamo chiamati responsabilmente a scegliere cosa e come acquistare, senza sostenerne l’eccessiva produzione e il commercio di prodotti iperprocessati e confezionati. E’ necessario invertire la rotta, in Italia ancora e di più rispetto ad altri Paesi d’Europa in mancanza di leggi che ne regolamentano l’utilizzo. L’obiettivo è far retrocedere l’industria alimentare soprattutto (ma non solo) dall’acclarato abuso di packaging - ogni tipo di confezioni e prodotti inutili o comunque superflui - sostituibili con lo sfuso o altri materiali.


Si fa il punto in FUORISALONE 2026, la manifestazione dell’associazionismo ecologico alla 9° edizione, promossa da Basta Plastica in MARE, a due lustri dalla sua fondazione. Non per caso a Rimini in mezzo al mare – nel locale più amato da riminesi e ospiti, in cima alla “palata” (sul molo, sotto il faro). Si svolge il 2 novembre, al Rock Island dalle 15, il pomeriggio/sera precedente all’apertura di Ecomondo, il cosiddetto salone della sostenibilità (parola ultra abusata) nel quale convergono attori economici, manager d’industria e istituzioni per un dialogo sulle azioni possibili e costruttive.
Durante FUORISALONE 2026 il volontariato ecologico si confronta sulle azioni concrete da intraprendere per la salute del mare e dei cittadini insieme ai decisori nelle amministrazioni pubbliche ed enti coinvolti.
Il focus dell’incontro sono le richieste e le esperienze di persone e associazioni che vivono in particolare la natura del mare, non sempre ascoltate da chi amministra. Complicità e collaborazione sono possibili? A domanda diretta segue una risposta altrettanto diretta dei rappresentanti istituzionali. Per compiere precise azioni per salvaguardare l’umanità e la principale risorsa del Pianeta (il 70%).

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