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Parola ai padri

A Rimini si parla di paternità e sfide moderne, tra desiderio e vincoli

In foto: parola ai padri 2026
parola ai padri 2026
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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"Abbiamo chiesto ai padri di esserci di più. Ma la società è davvero pronta a lasciarli esserci?" È questa la domanda al centro della edizione 2026 di Parola Ai Padri, il progetto culturale e di comunicazione ideato da Carlo Crudele per raccontare la trasformazione della paternità contemporanea, che sabato 19 settembre torna al Cinema Teatro Fulgor di Rimini con il titolo “Padri complessi, padri compressi”.

Una giornata di incontri, ricerca e confronto per professionisti e soprattutto padri, appunto, come lo stesso Crudele, per raccontare una trasformazione che non riguarda più soltanto gli uomini e le loro famiglie, ma il lavoro, le aziende, le politiche sociali e il modo stesso in cui immaginiamo la genitorialità.

L’appuntamento è organizzato da Adria Congrex, storica agenzia riminese leader nell’organizzazione di eventi, che condivide i principi alla base dell’iniziativa e promuove una cultura aziendale fondata sulla parità di genere, sul benessere delle persone e sulla conciliazione tra vita professionale e familiare.

"Essere partner di Parola ai Padri significa per noi sostenere un progetto pienamente coerente con i valori che guidano la nostra organizzazione – spiega la direttrice commerciale e Marketing di Adria Congrex, Anna Lisa Fuligni -. Il percorso intrapreso con la certificazione UNI/PdR 125 ci ha resi ancora più consapevoli di quanto la parità di genere passi anche attraverso una cultura della genitorialità realmente condivisa. Per questo siamo orgogliosi di mettere la nostra esperienza organizzativa al servizio di un’iniziativa capace di stimolare un confronto autentico sul ruolo dei padri nella famiglia e nella società".

Tra i temi al centro della giornata:

  • Padri e cura: quando smetteremo di parlare di “aiuto” e inizieremo a parlare di responsabilità condivisa?
  • Working dad: che cosa racconta la ricerca “Come stanno i working Dad in Italia” sulla condizione dei padri che lavorano?
  • Aziende: sono davvero pronte ad accogliere una nuova idea di paternità?
  • Congedi: che cosa significa che un figlio possa “valere” per un padre soltanto pochi giorni?
  • Nuove famiglie: come cambia la figura paterna quando cambiano i modelli familiari?
  • Il padre-eroe: è definitivamente tramontato il modello di Ulisse, padre distante che torna a casa dopo aver conquistato il mondo?

Ne discuteranno, tra gli altri, Silvana Quadrino, Riccarda Zezza, Girolamo Grammatico, Cristina Di Loreto - ideatrice del metodo-mindset Me First®, oggi punto di riferimento per la salute psicosociale dei genitori - Simona Liguoro, Chiara Bacilieri, Claudine Rollandin, Chiara Gaiola, Claudio Rossi Marcelli, Roberto Grassilli, Alessandra Minello e Franco Baldoni.

La giornata coinvolgerà anche la città con “Un caffè con papà”, l'installazione partecipativa “La paternità in un post-it”, momenti di autocoscienza per padri e, in serata, la stand-up comedy “Si scrive Dad, si legge Dead” di Davide Gambardella.

"Abbiamo chiesto agli uomini di cambiare – sottolinea Carlo Crudele, founder di Parola ai Padri – ma continuiamo a costruire intorno a loro un mondo pensato per padri come prima. È questa la contraddizione che vogliamo mettere al centro".

 

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