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Vis Pesaro-Rimini 0-0

Il vice Dicuonzo: "Con un po' più di coraggio avremmo potuto vincere la partita"

In foto: Stefano Dicuonzo, viceallenatore del Rimini F.C.
Stefano Dicuonzo, viceallenatore del Rimini F.C.
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 11 min
Ven 29 Ago 2025 20:54 ~ ultimo agg. 30 Ago 20:56
Tempo di lettura 11 min

Le dichiarazioni al termine di Vis Pesaro-Rimini 0-0 (leggi notizia).

Roberto Stellone, allenatore della Vis Pesaro 1898. Come ha visto l'episodio che ha portato all'espulsione di Jallow? "Non ho visto l'episodio. Parlando con il ragazzo è stato strattonato e nel liberarsi dalla trattenuta ha aperto un po' il gomito ed il giocatore del Rimini si è buttato a terra. Non era logicamente, da quello che mi ha detto il ragazzo, una gomitata volontaria, ma un liberarsi dalla trattenuta, e l'arbitro l'ha letta come gioco pericoloso, come fallo di reazione, non lo so. Comunque, non è facile giocare in dieci tutti quei minuti, ma abbiamo risposto bene, abbiamo rischiato pochissimo, abbiamo cercato di vincerla sia quando eravamo in dieci contro undici che negli ultimi venti minuti, quando sono rimasti anche loro in dieci. Quindi, ottimo atteggiamento, sono soddisfatto della prestazione, perché non si aveva la sensazione di poter subire gol, anzi abbiamo cercato noi, pur con l'inferiorità numerica, di produrre gioco e di creare occasioni. Sono partite che magari le sblocchi su una palla inattiva, come c'è stata la traversa di Di Paola, come i vari cross che abbiamo fatto e le varie conclusioni. Quindi va bene così perché sono partite un po' falsate dall'espulsione, quindi rischi poi di comprometterla. Siamo stati bravi a non subire gol".

La sensazione è che abbiate giocato meglio in dieci che in undici. "Avevamo giocato solo dieci minuti all'inizio, quindi questo non si può dire. Loro ce li aspettavamo con un altro modulo rispetto alla gara che avevano giocato la settimana scorsa con il Gubbio, quando avevano giocato con un 4-3-1-2, quindi abbiamo lavorato per tutta la settimana contro un 4-3-1-2. Hanno cambiato all'ultimo e sono passati a un 5-3-1-1. Quello ci ha un po' disorientato nelle varie pressioni, quando avevamo la palla, però dopo, anche in dieci abbiamo tenuto più possesso noi, abbiamo fatto qualche conclusione più di loro, quindi ci può stare. Resettiamo, riposiamoci, poi penseremo da lunedì alla gara con l'Arezzo".

La fatica di giocare dieci contro undici ha presentato il conto alla fine, quando è mancata un po' di lucidità. "I cambi che abbiamo fatto erano comunque cambi offensivi perché in parità numerica volevamo provare a vincerla, perché c'era "Puccia" che aveva speso molto, così come Di Paola. Quindi siamo passati con una difesa a quattro, mettendo Beghetto, mettendo Tavernaro sulla fascia da terzino. Dietro abbiamo vinto tutti i duelli, siamo andati molto bene. Uguale a centrocampo e in attacco. Ci è mancata la scelta finale dell'ultimo passaggio, il cross, questo dovuto magari anche un po' alla stanchezza dell'aver giocato per più di 60 minuti in dieci".

Forse si aspettava un po' di più dall'ultima mezzora, quando la Vis Pesaro ha fatto diversi cambi mentre il Rimini ne ha fatto solo uno ed è arrivato un po' sulle gambe alla fine. Si aspettava in quei minuti una spinta maggiore? "Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti. Loro si sono abbassati, hanno cambiato modulo. Erano molto di attesa e non è facile trovare contro una squadra comunque fatta di giocatori importanti la via del gol. Ripeto, sono situazioni che sblocchi magari su una palla inattiva, su un tiro da fuori, su una punizione, perché rimanevano alti solo con un attaccante, si difendevano in nove dietro la palla, e non era facile trovare sbocchi. L'impegno c'è stato, la voglia c'è stata, i presupposti li abbiamo creati. Sono partite in cui rischi sbilanciandoti di subire gol, invece non abbiamo mai rischiato tranne in occasione di quel tiro rimpallato poi da Pozzi".

Come ha visto i nuovi? "Stiamo lavorando. Abbiamo cambiato 14-15 giocatori, se non di più, quindi ci vuole un pizzico di tempo. Abbiamo ancora fuori Tonucci, Zoia, Bove, che sono giocatori importanti. Abbiamo questi due giorni di riposo per cercare di entrare in forma il prima possibile, ma abbiamo valide alternative".

https://www.icaroplay.it/programmi/vis-pesaro-rimini-0-0-il-dopogara/

Stefano Dicuonzo, viceallenatore del Rimini F.C. "C'è questo rammarico di non aver sfruttato la superiorità numerica perché avremmo potuto fare meglio, magari con un po' più di incisività, un po' più di coraggio avremmo potuto vincere la partita. Purtroppo abbiamo commesso un'ingenuità, un errore: abbiamo preso un'espulsione, con una doppia ammonizione, e in parità numerica si è svolta poi tutta un'altra partita".

Questa sera i giocatori ce l'hanno messa tutta. Questa sera il Rimini ha fatto solo un cambio. Con così pochi elementi a disposizione non si può però pensare di andare avanti. "Sicuramente i giocatori sono pochi, hanno fatto il massimo oggi, per quanto mi riguarda. C'è bisogno di più qualità, di più in generale, di più dalla proprietà per poter ambire agli obiettivi che si era prefissato il mister per venire ad allenare a Rimini. Parleranno e vedranno la situazione".

C'è una data di scadenza? La fine del mercato è la prima scadenza significativa. "Sappiamo tutti qual è la data di scadenza per poter portare i giocatori che ci si attende per fare un campionato come desidera fare il mister. Ora sta alla proprietà metterci a disposizione il materiale che ci aspettiamo di avere per poter arrivare all'obiettivo che ci eravamo prefissati per venire qui".

Sembra di capire che rispetto ai giorni scorsi non ci siano novità sotto questo aspetto. "La società sta facendo dei passaggi, parlerà la società di questi passaggi che sta facendo e delle tempistiche. Noi non possiamo che aspettare, perché purtroppo non dipende da noi. Noi il nostro lavoro lo stiamo facendo, penso anche nella direzione giusta. I ragazzi ci seguono, i risultati li stiamo vedendo. Però vogliamo di più perché il mister è ambizioso, è un allenatore che è abituato ad avere del materiale adeguato alle sue qualità. Però, parleranno e affronteranno i problemi imminenti".

Chi ha deciso di far saltare l'allenamento di mercoledì? "Mercoledì di non allenarci abbiamo deciso noi dello staff, perché non ci sembrava la situazione giusta per fare allenare i giocatori tranquillamente. Poi abbiamo fatto delle valutazioni interne e li abbiamo visti anche un po' stanchi per gli allenamenti precedenti. Abbiamo valutato tutte e due le cose e abbiamo preso questa decisione".

Il giorno dopo siete però tornati ad allenarvi. "Siamo tornati ad allenarci perché ci sono stati dei confronti e poi dovevamo comunque preparare la partita. Noi il nostro lavoro lo vogliamo fare bene, nel modo giusto. Noi ci vogliamo mettere sempre il massimo impegno perché la professionalità del mister è questa, il mister vuole lavorare in una certa maniera".

Qual è il suo ruolo perché in distinta era indicato D'Alesio come allenatore? "È stata una scelta della proprietà fare questi passaggi per poter portare avanti la gestione. Comunque non è cambiato assolutamente niente, ci sono io qui a parlare come vice del mister. Non c'è nessun problema sotto questo aspetto".

Il FVS ha chiarito gli episodi dubbi della partita? E come ha visto la Vis Pesaro? "Per l'utilizzo di questa nuova tecnologia il primo episodio che ha portato all'espulsione ci ha favoriti, ma la segnalazione è stata giusta, da quello che abbiamo intuito noi. Secondo me se se ne fa un utilizzo giusto e non rischia di spezzare troppo la partita e di allungarla può aiutare la terna arbitrale a prendere la decisione giusta. A me in queste prime due giornate non è dispiaciuta la situazione. La nostra richiesta è per vedere se c'era un rigore. Sulla Vis Pesaro, ho visto una buona squadra, preparata, con un mister preparato, che ormai si conosce da tempo. Non mi è dispiaciuta come squadra".

Le sue favorite? "È prematuro dirlo perché nel campionato di C spesso le favorite steccano le annate. Dopo 10-12 giornate inizi a delineare le forze in campo delle squadre".

Manuel Pucciarelli, centrocampista della Vis Pesaro. È difficile commentare una partita in cui siete rimasti in dieci dopo appena 12 minuti. "Ho perso anche la voce perché ovviamente quando siamo in dieci bisogna parlare anche un po' di più. È difficile, non si può analizzare secondo i nostri concetti perché non è una cosa normale, è stata una partita strana, determinata da quell'episodio".

Nel finale, quando siete tornati in parità numerica, è mancata un po' di gamba per andarla a vincere? "Ricordiamoci che siamo ancora in agosto, alle prime, in più si sono fatti più di 60-70 minuti in dieci. È stata buona la reazione alla nostra espulsione, poi non è che non ci abbiamo provato, anche se magari abbiamo avuto poche occasioni l'atteggiamento è stato giusto".

Una Vis rinnovata per metà. Come ha visto i nuovi? "Molto bene, anche se è un po' presto per dirlo. I ragazzi, anche quelli che sono entrati oggi o quelli che hanno giocato a Pineto, hanno fatto una grande partita secondo me, io l'avevo vista da fuori. Secondo me i ragazzi sono interessanti anche quest'anno. Sta a noi far capire cosa vogliamo in campo, cosa vuole il mister in campo, però l'atteggiamento è sempre giusto sia nelle partite che in allenamento. Sono molto contento".

Il Rimini era partito aggressivo, poi nonostante l'inferiorità numerica siete riuscire a contenere gli attacchi avversari. "Ci siamo un minimo abbassati, ma per forza di cose perché era difficile andarli a prendere, c'era Nicastro contro tre. A quel punto era difficile, però nonostante quello siamo rimasti lì, non ci siamo abbassati più di tanto, abbiamo fatto una pressione intermedia piuttosto che bassa. Non ci ha fatto rischiato niente dietro. Che io ricordi c'è stato un tiro loro, quindi non è che ci abbiano messo in difficoltà. Abbiamo fatto un'ottima partita anche in dieci, abbiamo avuto la punizione di Di Paola e altri due-tre tiri. Loro hanno fatto comunque una discreta partita, quelli che ci sono sono forti, ne hanno 11-12-13 forti, è stata una partita vera e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare".

Prima dell'inizio della partita è stato premiato per i cento gettoni di presenza con la Vis Pesaro. "Cento sono un bel traguardo. Ero emozionato all'inizio della partita, anche se lo sapevo già dall'anno scorso perché le cento presenze le ho raggiunte l'anno scorso. Per me è un onore. Quando ho rinnovato il contratto ho pensato se ne potevo fare altre cento. Non mi voglio fermare qui assolutamente, voglio cercare di farne il più possibile da qui a quando ce la farò".

Qual è la partita con la "p" maiuscola delle prime cento con la Vis? "La finale play out finita 4-3, quella penso sia stata unica e irripetibile: fare quel gol all'ultimo secondo per mantenere la categoria. Quella è stata sicuramente la partita più importante che ho fatto qui".

A che punto è la condizione della sua squadra a livello percentuale? "Non sono bravissimo con le percentuali. Non siamo ovviamente al massimo perché per forza di cose non possiamo esserlo, abbiamo fatto un ritiro, dobbiamo ancora carburare, dobbiamo ancora arrivare al cento percento. Siamo comunque a una buona percentuale. Anche oggi abbiamo provato a vincerla noi, non avevamo paura dell'aspetto fisico, quindi molto bene".

Si può non pronunciare la parola salvezza quest'anno oppure continuerete a farlo? "Continuiamo a farlo, tanto è giusto così. Tanto si può sempre cambiare questo obiettivo. Non ha senso fare un passo più lungo della gamba. Noi ragioniamo sui punti che lasciamo e non su quelli che abbiamo guadagnato ad oggi. Pensiamo a vincere le partite, poi vedremo".

La prossima sarà con la corazzata Arezzo. Avreste preferito incontrarlo più avanti? "Sappiamo che l'Arezzo è una grande squadra, sappiamo quello che hanno fatto pure stasera. Quindi massimo rispetto, però l'anno scorso ce la siamo giocata contro tutti, su tutti i campi, ed è quello che faremo quest'anno, ne sono certo. Quindi incontrarla ora o dopo è uguale. Va benissimo ora, non vediamo l'ora di affrontarla. Non c'è nessun problema per noi nell'affrontare una squadra o l'altra. In C è così, non siamo in altre categorie dove incontrare l'Inter, la Juve o il Milan non è come incontrare il Lecce, il Verona o il Sassuolo, col massimo rispetto".

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