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Per l'indisponibilità del Neri

Continua la disputa tra Golden Club e amministrazione comunale

In foto: Una staffetta femminile del Golden Club International
Una staffetta femminile del Golden Club International
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 3 min
Mer 13 Mag 2026 21:04 ~ ultimo agg. 21:46
Tempo di lettura 3 min

Continua la disputa tra la società di atletica Golden Club International e l'amministrazione comunale di Rimini per l'indisponibilità dello stadio "Romeo Neri" per gli allenamenti e le soluzioni d'emergenza adottate.

Dopo il primo intervento del presidente del Golden Club, Gionni Schiaratura (leggi notizia) e la replica dell'amministrazione comunale (leggi notizia), oggi (mercoledì 13 maggio) Schiaratura è intervenuto con un nuovo post su Facebook.

"Riteniamo doveroso spendere poche parole in merito alle esternazioni dell'Amministrazione comunale di Rimini sulla situazione dell'atletica, pubblicate lunedì 11 maggio.

Da parte nostra non vi è alcuna intenzione di polemizzare o contraccambiare il risentimento che trasuda dall'articolo, ma ci preme, nell'interesse del buon nome della società Golden Club International di Rimini, porre in evidenza la leggerezza e pretestuosità delle argomentazioni del Comune.

In primo luogo non è mai stato chiarito il periodo di tempo in cui lo Stadio sarebbe stato per noi indisponibile, perché le notizie sono state date volutamente per gradi, visto che sicuramente già da molto tempo l'Amministrazione ben conosceva gli impegni estivi del Romeo Neri.

Verissimo, ci sono state proposte delle strutture alternative, ma purtroppo si trattava di strutture totalmente inadatte al nostro Gruppo di atletica, o per le caratteristiche dell'area, o per le dimensioni estremamente ridotte.

Si è quindi optato per il Parco della Cava e per lo Stadio di Riccione, ma, dopo le dichiarazioni di grande disponibilità da parte del Comune pronunciate nel corso della riunione a cui fa menzione anche la nota di cui parliamo, ci è stato richiesto di fare noi una procedura di richiesta di occupazione del suolo pubblico, pratica che il Comune si era impegnato a fare.

Nell'area Parco della Cava serviva un bagno per gli atleti e anche in questo caso, dopo la promessa di un interessamento dell'Amministrazione per poter utilizzare il bagno del distributore tramite intervento del Comune (Comune che non ci ha concesso di mettere bagni chimici nel parco), siamo stati lasciati soli, tanto che è stato il sottoscritto a trattare con il distributore.

Anche oggi lo Stadio di Riccione è inutilizzabile per una partita e i numeri degli allenamenti saltati stanno aumentando di giorno in giorno: gli esiti delle gare e delle relative qualifiche sono in grande pericolo: se non ci si allena non si può vincere.

Non è ammissibile che in un Comune che ha in programma (a suo dire) di utilizzare fondi per 19 milioni di euro per un'area dedicata allo sport, dopo anni in cui si parla di costruire una pista di atletica in via Melucci, a tutt'oggi non sia nemmeno partita la procedura per la relativa acquisizione dell'area.

La cosa non fa presagire un grande interessamento: ad oggi sappiamo solo che l'utilizzo della pista del Romeo Neri verrà a cessare o forse è già cessato.

In ultimo, ma non per questo di ultima importanza, credo sia giusto evidenziare che questo atteggiamento sta danneggiando gravemente corpo e mente di tantissimi atleti minorenni: sono ragazzi e ragazze che, non avendo ancora raggiunto la maggiore età, sono notoriamente e legalmente destinatari di un trattamento che dovrebbe essere privilegiato e rispettoso dei criteri di una sana crescita fisica e psicologica.

L'interesse di un minore è un bene che va tutelato in via primaria e davanti a tutto, e impedirci di farlo lascia sconcertati."

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