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Atletica Leggera

Il disagio degli atleti del Golden Club Rimini, privati del "Romeo Neri"

In foto: Un podio allo stadio "Romeo Neri"
Un podio allo stadio
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 4 min
Lun 11 Mag 2026 12:00 ~ ultimo agg. 12:47
Tempo di lettura 4 min
Ricevuto, pubblichiamo nota del presidente del Golden Club Rimini, Gionni Schiaratura, sulla situazione di disagio che stanno vivendo i circa 300 iscritti della società di atletica riminese negli ultimi giorni.
 
"Esprimo costernazione, dolore e protesta per quanto sta accadendo nell'ultima settimana ai circa 300 iscritti della Società sportiva di atletica Golden Club Rimini, di cui sono il Presidente, nonché a tantissimi altri atleti riminesi.
 
Solo due settimane fa abbiamo improvvisamente ricevuto dai competenti Uffici comunali, senza nessuna preventiva consultazione, l'avviso per cui, senza determinazione di tempo, saremmo stati improvvisamente privati, noi e altre società sportive che fino ad ora utilizzavano lo Stadio di Rimini per gli allenamenti, appunto dell'uso di tale struttura.
 
La motivazione veniva indicata nella necessità di utilizzare lo Stadio per la preparazione dei concerti di Vasco Rossi e di Achille Lauro, nonché per alcuni tornei calcistici.
 
In sostituzione di tale area ci veniva indicata la possibilità di usufruire di spazi (non determinati né identificati) del Parco della Cava, per specialità diverse dalla velocità, e della pista dello Stadio di Riccione per la velocità.
 
Va necessariamente premesso che, in concomitanza con questa novità, i nostri iscritti stanno entrando proprio ora nel periodo delle gare, dove è evidente la necessità di poter usufruire di spazi e tempi idonei per gli allenamenti.
 
Mentre nello Stadio era possibile permettere agli istruttori di seguire a turno ed in contemporanea le varie specialità, il fatto di avere due sedi diverse (Cava e Stadio di Riccione) rende la cosa impossibile.
 
I nostri atleti sono giovani ragazzi, impegnati nella scuola, e che quindi possono disporre di tempi ristretti per gli allenamenti: una cosa è arrivare alle 18 allo Stadio di Rimini e proseguire fino a quasi le 20, altra cosa è dover andare a Riccione partendo per tempo, spesso essendo privi di mezzi di trasporto perché troppo giovani, e poi tornare ancora più tardi a casa.
 
Non tutti hanno genitori che siano liberi da impegni per poterli accompagnare, quindi stiamo predisponendo con fatica dei trasporti, ma anche questa cosa è difficilmente gestibile.
 
Abbiamo affrontato la cosa a testa alta e con impegno, ma allenarsi in modo idoneo al Parco della Cava non è possibile, perché non è possibile simulare le caratteristiche di una gara.
 
Lo Stadio di Riccione non è raggiungibile in poco tempo da Rimini, ed è già accaduto agli atleti di trovarsi in pista per dieci minuti, e poi di essere fatti ritornare indietro perché stava per iniziare una partita, senza nessun preavviso. Evidentemente le due amministrazioni non si sono coordinate.
 
Insomma, NESSUNO ha predisposto una organizzazione seria che sostituisse quella attuale.
 
Tutti sappiamo quanto sia importante per la crescita mentale e psicologica, nonché fisica, dei nostri ragazzi, poter svolgere uno sport di cui siano appassionati, e come sia altresì fondamentale avere dei punti fermi e regolari da seguire, un luogo ed un tempo determinato per potersi organizzare la giornata e ritagliare il tempo libero dagli impegni scolastici.
 
Le famiglie sono preoccupate e sgomente, l'atletica non è uno sport che d'estate si ferma, anzi...
 
Tutte le società sportive che finora hanno utilizzato lo Stadio, subiranno ovviamente un drastico calo di iscritti e, a parte il grave danno economico, anche il danno di immagine è evidente.
 
L'entusiasmo e la preparazione dei nostri ragazzi sono in calo vertiginoso, per l'atletica riminese ciò rappresenterà una inarrestabile china discendente, soprattutto nella presenza alle gare regionali e nazionali.
 
Chiediamo a che di dovere, all'Amministrazione Comunale di Rimini, di disporre senza ritardo una soluzione che, con tutta evidenza, doveva essere predisposta prima e meglio, nella speranza che anche la cittadinanza riminese faccia sentire la propria voce".
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