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la premiazione al grand hotel

Jano Planco a Mara Rossi. Dalle baracche dello Zambia all'Onu per dare voce agli ultimi

In foto: Rimini; 10/12/2022: Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Rimini, Premio Jano Planco al Grand Hotel ©Riccardo Gallini /GRPhoto
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 11 dic 2022 15:50 ~ ultimo agg. 12 dic 11:54
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Un pomeriggio denso di emozioni quello vissuto sabato 10 dicembre nella sala congressi del Grand Hotel di Rimini dove si è tenuta la quinta edizione del Premio Jano Planco d’Oro, istituito dall’ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia come riconoscimento a figure sanitarie che si sono distinte per il loro impegno e la loro dedizione, e che in particolare sono state portatrici dei valori etici della professione. Ques’anno il premio è stato conferito alla dottoressa Maria Mercedes, per tutti Mara, Rossi.

E’ stato il presidente dell’Ordine il dottor Maurizio Grossi a spiegare le motivazioni di questo premio, legato all’impegno costante di dare voce a chi voce non ne ha della dottoressa Rossi, che dal 2009 rappresenta la Comunità Papa Giovanni XXIII all’Onu, tra Ginevra e New York. “Un esempio – ha detto Grossi – per tutti noi che svolgiamo questa professione e un richiamo a guardare al benessere integrale dei nostri pazienti”.

Carichi di affetto anche i saluti di Gianluca Ugolini, sindaco di Coriano, città natale di Mare e di Kristian Gianfreda, assessore alle Politiche sociali del comune di Rimini che con Mara condivide l’esperienza della comunità Papa Giovanni XXIII e che l’ha definita “una passionaria“.

Mara, davanti ad una nutrita platea, ha raccontato  di come sin da piccola volesse fare il medico, avendo come modello il papà Guido, compianto medico di Coriano. A 17 anni l’incontro con don Oreste Benzi e la comunità Papa Giovanni XIII, e il desiderio sempre più forte di condividere la sua vita con gli ultimi della terra. Dopo la laurea in medicina e tre anni come medico volontario in Chirurgia all’ospedale Infermi la dottoressa Rossi è stata medico missionario in Zambia per oltre 20 anni fino alla proposta di lasciare l’Africa per “le stanze dei bottoni” come le chiamava don Oreste dell’Onu. Sempre con la stessa passione e lo stesso spirito di servizio, teso a rendere il mondo più giusto e più pacifico. “Alcuni risultati concreti – ha detto – li abbiamo già ottenuti, ad esempio sul tema della solidarietà internazionale, che alle Nazioni Unite è molto importante. Come Comunità fin dall’inizio abbiamo lanciato un principio innovativo, che è uno dei capisaldi del pensiero del nostro fondatore, don Oreste Benzi: passare dalla solidarietà post factum, di tipo riparativo, alla solidarietà ante factum, cioè preventiva, intervenendo sulle cause delle ingiustizie anziché sulle conseguenze. Un’idea assolutamente nuova in questo ambiente, che stata fatta propria dall’esperto indipendente sulla solidarietà internazionale”.

In chiusura di intervento Mara ha raccontato la storia di Martin, un suo piccolo paziente africano molto malato. Martin era in ospedale e alla domanda di Mara su cosa potesse portargli per farlo più felice (cibo, caramelle) lui con i suoi occhioni grandi rispose. “Dottoressa Mala (in Zambia non hanno la r) portami le medicine. Il suo grido d’aiuto risuona da allora dentro di me“.