Indietro
menu
investire nelle rinnovabili

Piscine in ginocchio per il caro bollette. In Regione si pensa a riduzioni d'orario

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 7 nov 2022 13:51 ~ ultimo agg. 14:00
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Nei giorni scorsi il centro sportivo il Gelso di Bellaria Igea Marina, che dispone anche di una piscina, ha comunicato che “perdurando la situazione riferita al caro-bollette tutte le attività del centro sportivo rimarranno sospese anche per i mesi di novembre e dicembre 2022”. E come il Gelso sono diversi gli impianti in ginocchio per le difficoltà legate ai costi energetici.

Delle circa 115-120 piscine dell’Emilia-Romagna, in larga parte pubbliche, per ora ne sono saltate una dozzina, tra quelle che non hanno mai riaperto dopo il Covid e quelle coperte da ‘palloni’, dunque con costi energetici più alti. Ma le difficoltà arrivano ora, con le basse temperature e le giornate più corte.

Gran parte dei gestori “non ce la farà a tenerle aperte tutta la stagione”, spiega Roberto Veroni, presidente dell’associazione regionale dei gestori delle piscine. Il problema è il costo “insostenibile” delle bollette energetiche, che arriva dopo i dieci mesi di chiusura a causa Covid e le successive limitazioni a causa della pandemia, con l’obbligo di tenere aperto anche in perdita per via delle convenzioni stipulate con gli enti locali. Il caro-energia potrebbe dare ora il colpo di grazia. “Sappiamo che se il governo non stanzia contributi sostanziosi non ce la possiamo fare”, afferma ancora Veroni, che stima in 20 milioni di euro il differenziale di costi energetici per il settore. La soluzione, nell’immediato, può essere una riduzione d’orario concordata se possibile a livello regionale (ad esempio chiudendo la domenica o altri giorni di minor afflusso) ma c’è anche l’ipotesi di ferie più lunghe a Natale. I gestori non escludono un aumento tariffario, adeguando ingressi e abbonamenti all’inflazione, ma “non è pensabile recuperare il deficit energetico con l’aumento delle tariffe e non vogliamo abbassare gli standard qualitativi”. La Regione si è messa a disposizione per trovare una via d’uscita e ha deciso di ospitare nell’aula magna di viale Aldo Moro il convegno “Piscine, quale futuro?” dedicato alle difficoltà degli impianti per il nuoto.

Alcuni impianti sono già passati alle rinnovabili: “Le piscine non devono chiudere e i gestirei non devono andare in difficoltà. Si deve investire nella transizione ecologica perché questo è il futuro, non solo dello sport”, concorda la numero due dell’Anci regionale Belinda Gottardi, sindaca di Castel Maggiore, ribadendo la disponibilità dei Comuni a fare la loro parte.