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2022 dai numeri positivi

Sondaggio Info Alberghi: i nodi personale e energia. Addio pensione completa?

In foto: archivio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 26 ott 2022 11:19 ~ ultimo agg. 13:49
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Un bilancio positivo ma con due grossi nodi, quello del personale e quello dei costi energetici. All’inizio di ottobre, Info Alberghi Srl, titolare del portale di promozione alberghiera www.info-alberghi.com, ha lanciato agli iscritti un questionario anonimo per sondare la percezione degli albergatori sui fatti più caldi del momento e conoscere reazioni e strategie messe in campo per superare le criticità attuali. Alla soddisfazione per le presenze in Riviera nella stagione estiva appena passata, si affianca uno scenario dominato dalla preoccupazione per il futuro. Guerra in Ucraina, instabilità politica, crisi energetica, aumento del costo delle materie prime e difficoltà di gestione del personale in hotel ostacolano la progettualità del settore, emerge dalle risposte, e impongono scelte che vanno nella direzione di una regressione, come la riduzione del personale e la procrastinazione dei lavori di ristrutturazione. Diversi albergatori hanno inoltre fatto sapere di non riuscire più a gestire i costi di pensione completa e all inclusive.


La sintesi del sondaggio (a cura di Infoalberghi):

STAGIONE 2022:
BUONI I NUMERI MA UN INCUBO IL PERSONALE

Buono quasi per tutti il bilancio della stagione appena trascorsa: interpellati sul grado di soddisfazione rispetto alle presenze nell’estate 2022, il 46% si ritiene “molto soddisfatto”, il 41% è “abbastanza soddisfatto”, il 5% addirittura si sbilancia e risponde “moltissimo”, mentre solo il 7% si ritiene “poco soddisfatto”.

Problematica, invece, la gestione del personale, dal reclutamento dei collaboratori all’assunzione al mantenimento del rapporto di lavoro. Per il 44% di loro questa gestione non è stata “per niente” facile, per il 26% è stata “poco” facile e per il 22% lo è stata “abbastanza”. Solo il 6% ha trovato “facile” la gestione del personale.

Ma è l’aumento dei costi dell’energia elettrica a preoccupare di più. Interessanti in questo senso le risposte sui provvedimenti presi quest’anno per tamponare i rincari arrivati a stagione avviata, con preventivi e prenotazioni già in gran parte conclusi. Qualcuno, infatti, precisa: “Purtroppo gli aumenti soprattutto delle utenze sono arrivati quando avevamo già tante prenotazioni confermate e soprattutto contratti con le agenzie già stipulati da novembre 2021”.

Nonostante questo, il 63,5% ha aumentato i prezzi, il 20,2% ha ridotto il numero di offerte, ma c’è anche chi ha messo a pagamento alcuni servizi che prima venivano offerti gratuitamente (18,3%) o chi ha chiuso in anticipo (13,5%). Il 14,4% non ha fatto nulla. Qualcuno dichiara di aver attuato il trattamento di solo pernottamento e c’è chi auspica di farlo in un prossimo futuro: “Pensione completa e all inclusive non sono più sostenibili. (…) La difficoltà di reperimento del personale, e l’inflazione delle materie prime hanno messo in ginocchio il più emblematico dei trattamenti romagnoli. Dovremmo tornare indietro e vendere alloggio e pasti separatamente; soprattutto in virtù del fatto che i soggiorni diventano sempre più brevi.” E ancora: “Dovremmo eliminare la pensione completa, sarebbe un sogno”.

UNO SGUARDO SUL FUTURO:
AUMENTO DEI PREZZI E UNA STRETTA ALLE RISTRUTTURAZIONI

Se agli aumenti in stagione molti hanno reagito tamponando la situazione in corsa come meglio si poteva, ora è tempo di ragionare su possibili strategie per il prossimo futuro. Ed è proprio sul futuro che emergono le preoccupazioni più profonde: all’intenzione di aumentare i prezzi, indicata dal 70% degli albergatori, si affiancano quella di rinunciare ai lavori di ristrutturazione (28,2%) o fare a meno di uno o più collaboratori (9,7%). C’è anche chi lascerà tutto com’è (14,6%) e chi reagirà installando sistemi di risparmio energetico (14,6%).

In effetti, alla domanda se abbiano pensato ad accorgimenti green come possibile aiuto per abbassare i costi, il 42,7% dice che sì, ci ha pensato e sta valutando alcuni interventi, il 21,4% ammette che possa essere una soluzione ma di non avere intenzione di investire in queste cose, mentre il 18,4% dice di aver già provato e si ritiene soddisfatto. Solo il 5% non ci ha mai pensato e il 2% è sicuro che non funzioni.

Insieme alla preoccupazione di riuscire a fatica a pagare le bollette, c’è anche un altro aspetto che non lascia indifferenti ed è affrontare le conseguenze sul lungo periodo di questo momento di crisi: “Molte famiglie rinunceranno alle vacanze per sopperire al caro prezzi” scrive un albergatore. E un altro: l’aumento delle utenze farà chiudere molte piccole e medie imprese, per questo saranno molte meno richieste di vacanza aumentando a dismisura la concorrenza per accaparrarsi quei turisti che avranno la possibilità di fare vacanza”.

Sulla possibile esasperazione della concorrenza si delineano due correnti di pensiero: da una parte c’è chi vorrebbe continuare a vedere nelle proverbiali tariffe basse romagnole un attrattore turistico e scrive “confido sul fatto che in Romagna abbiamo i prezzi più bassi di Italia in proporzione ai servizi offerti, pertanto mi auguro che i turisti vengano più qui che da altre parti”. Dall’altra, la maggioranza si augura di uscire dalla crisi smettendo di giocare al ribasso con le tariffe e mettendo allo sbaraglio ogni tentativo di concorrenza sleale. La soluzione, quindi, sarebbe “Vendere al giusto prezzo, non svendere il territorio, a discapito del servizio offerto” e ancora “Vorrei non dover abbassare i prezzi, ma aumentarli dando valore al mio prodotto.”

“Bisogna assolutamente non avere mai più albergatori che vendono le proprie camere a prezzi VERGOGNOSI sono dei pessimi gestori, ci rimettiamo tutti con la qualità dei turisti…e riqualificare gli alberghi, dobbiamo sviluppare il turismo dell’entroterra che non valorizziamo assolutamente potremo avere turisti 12 mesi all’anno.”

Per quanto riguarda, infine, la fiducia che il nuovo Governo possa portare un miglioramento per il settore turistico, la maggioranza (35%) esprime un cauto pessimismo e risponde “Forse, ma ne dubito”, il 31,1% risponde “Non so ma sono fiducioso”, il 21,4% risponde “Non credo”. Solo il 7,8% è convinto che ci sarà un miglioramento, mentre il 3% lo esclude categoricamente.

Il commento del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad“Se consideriamo la fotografia che ci restituisce l’Istat riferita agli arrivi e alle presenze a Rimini da gennaio ad agosto 2022, nei primi 8 mesi di quest’anno siamo quasi tornati alla normalità: non abbiamo raggiunto i risultati storici del 2019, ma in termini quantitativi siamo vicini. Il bilancio è dunque positivo in termini quantitativi e senza il caro bollette lo sarebbe stato anche in termini qualitativi, considerando i margini delle imprese. L’impennata dei costi energetici ha eroso i guadagni, ma a questo dato di fatto non si può rispondere con la paura, stando chiusi. La riqualificazione delle strutture alberghiere è una delle principali sfide che ci troveremo ad affrontare lungo il percorso che dovrà portare Rimini a riconquistare i mercati. Il pubblico in questi anni ha investito molto nella riqualificazione della città, lo stesso hanno fatto gli imprenditori, ma si può fare di più. Ci sono strutture alberghiere con poche camere, fuori mercato. È fondamentale l’aiuto del governo. Auspichiamo nuovi provvedimenti da Roma e al nuovo esecutivo abbiamo chiesto di indirizzare il bonus 110% all’edilizia alberghiera. Fra gli interventi di riqualificazione alberghiera che migliori l’offerta turistica, occorre tenere sempre più in considerazione la crescente esigenza di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili anche da parte di attività turistiche”.