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Verso il voto

Reddito Cittadinanza. Croatti e Gennari (M5S): imbarazzante analisi Spinelli (FdI)

In foto: Croatti e Gennari
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 2 set 2022 15:44 ~ ultimo agg. 15:44
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Si scalda il clima della campagna elettorale. I candidati del MoVimento 5 Stelle a Camera e Senato, Mariano Gennari e Marco Croatti, attaccano le dichiarazioni della candidata di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli sul reddito di cittadinanza (vedi notizia). “Quando si parla di Reddito di Cittadinanza la destra italiana mostra il suo vero volto e l’incapacità di leggere i dati, di analizzare i problemi e di proporre soluzioni che non siano imbarazzanti slogan che mascherano, per altro, un sogno che da sempre insegue: togliere ai poveri per dare ancora di più ai ricchi – dicono –. E la flat tax ne è un esempio lampante“. Secondo i due la Spinelli “con una superficialità disarmante identifica nel RdC una delle principali cause dei problemi del mercato del lavoro stagionale. Purtroppo per lei, e per tutte le Santanchè, i Briatore e le Meloni, se si ripete continuamente una menzogna tale rimane.
Riporto ancora una volta i dati ISTAT, che indicano come questa misura, che ha salvato dalla povertà 500 mila famiglie, abbia un importo medio di 478 euro per i singoli e 741 per i nuclei familiari composti da 5 persone, cifre che non possono evidentemente dissuadere un cittadino dall’accettare un posto di lavoro stabile e pagato adeguatamente e non si cita nemmeno che i percettori che effettivamente possono lavorare sono una piccola parte del totale: 767 mila. La maggior parte di queste persone ha un grado di scolarizzazione molto basso e, aspetto ancora più problematico, più della metà di chi sottoscrive il patto per il lavoro è lontano dal mercato e non ha un impiego da più di due anni“.
La candidata Spinelli – proseguono Croatti e Gennari – non sa nemmeno che l’Osservatorio sul precariato dell’INPS indica che lo scorso anno rispetto al 2018, anno in cui il reddito non c’era, ci sono state 260.000 assunzioni in più e nell’anno in corso si registra un +40% di contratti stagionali rispetto allo stesso periodo del 2021. La posizione di FDI è evidentemente un attacco pregiudiziale contro il RdC e contro chi è in difficoltà in questo Paese. I problemi del mercato del lavoro si possono affrontare solo con analisi serie, inquadrando dati precisi ma anche e soprattutto comprendendo alcuni contesti sociologici.
Riguardo ai dati ad esempio si registra un aumento del 9% delle attività stagionali negli ultimi 10 anni e contestuale diminuzione di un milione di giovani Under 35 nello stesso periodo. Riguardo ai fattori sociologici, non solo italiani ma internazionali, viene evidenziato in particolare quello dei mutati desideri dei giovani che, soprattutto dopo una pandemia che ha lasciato dietro sé un mondo molto diverso da quello che conoscevamo nel 2019, ha fatto venire meno il concetto di lavoro come necessità; i ragazzi non chiedono più solamente uno stipendio commisurato all’impegno lavorativo ma anche possibilità di crescita, stabilità e benessere psico-fisico“.
Quindi – concludono i due candidati – non il Reddito di Cittadinanza ma il lavoro in nero, le giornate lavorative di 13-14 ore, la redistribuzione oraria vergognosamente bassa, l’assenza di giorni di riposo e diritti quali pause e malattia sono i mali che affliggono il mercato del lavoro stagionale post covid. Guardare ai desideri dei giovani e dare loro risposte e nuove opportunità sono le sfide e gli obiettivi che il mercato del lavoro presenta oggi alla politica e ai nostri imprenditori. Troppo complicato per FDI e la destra italiana, molto più semplice per loro parlare con imbarazzanti slogan.