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Elezioni

Desertificazione bancaria. Morrone (Lega): a Rimini un triste primato

In foto: Jacopo Morrone
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 12 set 2022 13:13
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La provincia di Rimini per numero di comuni senza sportelli bancari, è seconda in Regione solo a Piacenza e prima in Romagna.
E’ quanto emerge nel report sulla desertificazione bancaria della Federazione Autonoma Bancari Italiani. “Dai dati forniti dalla Fabi” – commenta il deputato della Lega Jacopo Morrone, candidato del centrodestra nel collegio uninominale della Camera di Rimini – “emerge che tra i 3.062 comuni d’Italia senza sportelli bancari ci sono anche Montescudo-Montecolombo, Gemmano, Talamello, Montegridolfo, Maiolo e Casteldelci. Un dato pesantissimo per la provincia di Rimini, che la proietta al primo posto in Romagna per desertificazione bancaria e chiusura degli sportelli nei territori montani.
Si tratta” – prosegue – “di una situazione di forte disagio sia per le famiglie che per le imprese, specie quelle più piccole. Di fatto, dove non ci sono filiali bancarie i Comuni diventano sempre meno appetibili e i residenti ‘fuggono’. Le banche, come la scuola e la sanità, sono servizi pubblici basilari per la vita di tutti i giorni che incidono profondamente sull’andamento demografico delle aree montante. Laddove vengono meno, la popolazione tende a diminuire, le imprese chiudono e si contraggono gli investimenti. A queste condizioni” – aggiunge Morrone – “è ridicolo, per non dire offensivo, che il Pd e il Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini parlino di incentivi e azioni di supporto a sostegno delle giovani coppie per vivere e lavorare in montagna. Per non parlare delle persone più anziane, che ancora vivono in questi piccoli Comuni, e che per ovvie ragioni sono poco avvezze alla tecnologia e limitate negli spostamenti. Oltretutto, molte di queste zone sono ancora caratterizzate da deficit di connessione.
L’obiettivo che la politica si deve porre – conclude il candidato della Lega – è un’inversione di tendenza a misura di residenti, possibile solo all’esito di un costante ed immediato dialogo con i grandi gruppi bancari del territorio. È inutile infatti promuovere la montagna e i Comuni dell’entroterra se quest’ultimi vengono privati progressivamente dei servizi essenziali al cittadino.