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lanciata anche qualche anno fa

Il liscio patrimonio Unesco? Riccarda Casadei ringrazia Morgan per l'idea

In foto: Rimini; 30/07/2021: Notte Rosa, Morgan ©Riccardo Gallini /GRPhoto
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 12 ago 2022 15:43 ~ ultimo agg. 15:43
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E’ di qualche giorno fa la proposta di Morgan di far diventare il liscio patrimonio dell’Unesco: idea che già era stata lanciata durante un convegno del MEI (il meeting delle etichette indipendenti). Oggi arriva il grazie di Riccarda Casadei, la figlia del grande maestro Secondo, che sara’ omaggiato a Forli il 3 e 4 settembre prossimi, con Morgan tra gli ospiti.

E’ una musica che ha fatto parte della vita di generazioni di persone, le ha accompagnate nei momenti più belli e ha alleviato con la sua allegria e spensieratezza i momenti più difficili e tristi: racchiude in sé sentimento e passione, fa parte della nostra cultura ed è una musica che merita come tutte le eccellenze italiane di essere protetta e divulgata perche’ e’ nota in tutto il mondo” dichiara Riccarda, al timone di Casadei Sonora.

Aderisce all’appello di Morgan anche l’Ente Tutela del Folklore Romagnolo guidato da Ferrino Fanti insieme a Bruno Malpassi della Scuola di Ballo di Ravenna. “Il liscio, nella nella nostra terra, è una fede. Ci accompagna con le sue note sin da bambini, le scuole di ballo sono ancora una fucina di provetti ballerini di valzer, polka e mazurca; una passione che si porta avanti anche con i capelli bianchi. Il liscio è un concentrato di tante cose, forse difficili da afferrare pienamente fuori dai confini romagnoli, ma che forse proprio per questo vale la pena di difendere

Un riconoscimento dell’Unesco sarebbe fantastico. Si invitano percio’  tutti a riprendere in mano tale iter e a lavorare insieme a tutta la comunita’ della musica della tradizione e innovazione del folklore romagnolo e a tutti gli altri comparti interessati per arrivare a un tale importante risultato che ci porterebbe al centro del mondo. Si prenda in mano la proposta e la si porti all’attenzione dell’Unesco per una tradizione oramai nota in tutto il mondo con Romagna Mia e che coinvolge oramai cinque generazioni” conclude l’Ente Tutela del Folklore Romagnolo.