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Traffico di clandestini siriani. Condannati gli "scafisti di terra"

In foto: la conferenza che venne fatta il 17 ottobre del 2013
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 22 apr 2022 15:45 ~ ultimo agg. 23 apr 13:21
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Nel 2013, quando vennero scoperti dagli agenti della Polaria di Rimini, erano stati definiti scafisti di terra. Uomini senza scrupoli che avevano organizzato un traffico illegale di profughi siriani, dall’Italia al Nord Europa. Oggi in tribunale a Rimini per quattro di loro sono arrivate le condanne, con pene dai sei a tre anni.

A far emergere la tratta di esseri umani era stata la scoperta di un numeroso gruppo di profughi siriani, circa 250 persone, che a metà ottobre del 2013 era stato intercettato dalla polizia di frontiera. Su quattro pulmann stavano per partire da Chianciano, dove erano stati nascosti nei numerosi alberghi vuoti disponibili in bassa stagione. Volevano fuggire il più lontano possibile dalla guerra che affliggeva il loro paese, raggiungere la Danimarca, la Svezia, per iniziare una nuova vita.

Dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, era emerso che per il viaggio, partito dalla Sicilia, avevano sborsato 1.200 euro a testa, e c’era chi, non avendo soldi, aveva pagato con monili e oggetti d’oro. La Polaria aveva sequestrato 31.340 dollari e 22 mila euro in contanti. Mentre erano a Chianciano non potevano lasciare gli alloggi ed erano costantemente sorvegliati. Quando furono trovati erano in buone condizioni di salute anche se alcuni avevano i polpastrelli bruciati o coperti di colla per impedirne l’identificazione.

A gestire la tratta di esseri umani c’era anche Chiekh khaled Mohammed Samir, nato in Siria ma cittadino italiano, che a quel tempo aveva un albergo ed una pizzeria a Rimini. Per Chiehk è arrivata una condanna a 6 anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, su richiesta del sostituto procuratore Ercolani. Sei anni di reclusione anche a quello che la polizia definì il capo del gruppo, Omar Zard Abou, nato in Arabia Saudita e residente a Roma. Altri due complici Ahmad El Debuch e Fawzi Metwalli sono stati condannati rispettivamente a 5 e 3 anni di reclusione.